Borsa svizzera vira in negativo


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La Borsa svizzera, dopo un avvio incerto, è scivolata sotto la soglia della parità, con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna un calo dello 0,36% a 8'374,87 punti, mentre l'indice complessivo SPI scende dello 0,31% a quota 9'147,09.

Sui listini, dopo l'euforia degli scorsi giorni, pesano soprattutto i bancari e sul finire della settimana gli investitori stanno procedendo a realizzi di guadagno. I dati relativi alla crescita economica negli USA nel quarto trimestre, attesi per questo pomeriggio, potrebbero dare nuovi impulsi. Gli esperti prevedono una progressione del 2,2%, dopo il 3,5% dei tre mesi precedenti.

Al centro dell'attenzione degli investitori vi è UBS, che stamane ha annunciato per l'esercizio 2016 un utile netto di 3,3 miliardi di franchi, in calo del 47% rispetto all'anno precedente, quando aveva però beneficiato di fattori straordinari. La contrazione riguarda sia la gestione patrimoniale, sia l'investment banking.

La performance, realizzata in un contesto di mercato difficile e in un momento di incertezze geopolitiche, è migliore rispetto alle previsioni degli analisti: il titolo in borsa sta comunque perdendo terreno (-3,23%). Ancora più pesante l'arretramento di Credit Suisse (-4,04%), mentre Julius Bär scivola del 2,89%.

Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare Nestlé, debole ieri, si sta riprendendo (+0,62%). Novartis flette dello 0,63% e Roche (-0,08%) cerca di rimanere aggrappata alla soglia della parità. Actelion, in procinto di essere rilevata da Johnson & Johnson per 30 miliardi di dollari, dopo il balzo di quasi il 20% messo a segno ieri, mantiene la sua dinamica propulsiva (+0,11%).

Contrastato il segmento del lusso, dopo la pubblicazione ieri delle deludenti statistiche sulle esportazioni orologiere: Swatch cede lo 0,28%, mentre Richemont allunga leggermente il passo dello 0,13%.

SDA-ATS

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