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Prosegue alla Camera dei deputati brasiliana il dibattito sull'impeachment della presidente Dilma Rousseff, che denuncia in un video "la frode giuridica e politica e l'avventura golpista" delle opposizioni.

I 513 deputati decideranno domani, a partire dalle 14 locali (le 19 in Svizzera), se aprire la procedura di impeachment contro la presidente, accusata di aver tentato di occultare la reale situazione dei conti pubblici con espedienti contabili. Una pratica utilizzata da tutti i precedenti governi, secondo la difesa della presidente, che invece per le opposizioni rappresenta una grave violazione della carta costituzionale.

Le opposizioni sostengono di avere già raggiunto la soglia di 342 voti necessaria per far scattare l'impeachment, mentre il governo ritiene di avere i numeri per impedire la messa in stato di accusa della presidente. Se dovessero vincere i sì, il procedimento passerà al Senato. La discussione in aula verte oggi anche sull'ordine di votazione: le opposizioni premono affinché votino prima i deputati degli Stati del sud, feudo del centrodestra, mentre il governo vorrebbe che si esprimessero prima gli eletti del Nord e del Nordest, serbatoio elettorale della sinistra.

Il presidente della Camera, Eduardo Cunha, il più implacabile nemico politico di Dilma, è stato accusato dal governo di parzialità nella conduzione del dibattito e di aver permesso ad alcuni deputati di portare in aula cartelli offensivi contro la presidente. Dilma, che ieri ha cancellato all'ultimo momento l'annunciato messaggio alla nazione dopo che le opposizioni avevano presentato un ricorso al Supremo tribunale federale, sostenendo che il messaggio avrebbe potuto influenzare i deputati ancora indecisi, è tornata ad accusare le opposizioni sostenendo che "far cadere un presidente eletto democraticamente senza che abbia commesso reati è un golpe".

Il Partito del lavoratori di Dilma e Lula starebbe intanto pensando di lanciare una campagna per promuovere nuove elezioni nel caso la presidente venisse destituita ritenendo che il passaggio dei poteri al vice presidente Michel Temer, accusato di aver cospirato contro Dilma, sarebbe illegittimo.

Una scelta dettata probabilmente dagli ultimi sondaggi, che danno come favorito ad eventuali elezioni anticipate proprio Lula.

sda-ats

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