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Uno sguardo su Rio

KEYSTONE/AP/FELIPE DANA

(sda-ats)

Giovani (uno persino minorenne), brasiliani, indottrinati alla jihad sul web e pronti al martirio pur di organizzare uno spettacolare attentato terroristico alle Olimpiadi di Rio de Janeiro in nome dell'Isis. Questo l'identikit dei dieci "lupi solitari" arrestati.

Sono stati fermati oggi dalla polizia federale in dieci diversi stati del Brasile perché sospettati di preparare "atti terroristici" sfruttando il palcoscenico planetario dei Giochi di Rio, che cominciano tra due settimane.

L'operazione antiterrorismo, denominata 'Hashtag', è ancora in corso ed altre due persone sono ricercate, ha annunciato il ministro della Giustizia, Alexandre de Moraes, in una affollata conferenza stampa a Brasilia.

"Abbiamo sgominato una presunta cellula terrorista partendo dal semplice controllo dei loro commenti sullo Stato islamico postati sui social network. Le persone arrestate erano sotto controllo da alcuni mesi e dopo essere passati dall'esultanza per gli attentati commessi dall'Isis in varie parti del mondo, una sorta di apologia del terrorismo, avevano cominciato a parlare di armi, tecniche di guerriglia e atti preparatori di attentati durante le Olimpiadi".

"Tra loro comunicavano attraverso internet, Whatsapp e Telegram e alcuni di loro avevano giurato fedeltà all'Isis su internet, come una sorta di battesimo", ha rivelato De Moraes.

Il ministro ha spiegato che gli arresti sono avvenuti sulla base della nuova legge antiterrorismo, entrata in vigore nel marzo scorso, che prevede l'arresto preventivo di 30 giorni in caso di sospetti di terrorismo. La misura può essere prorogata dal magistrato per altri 30 giorni, mentre sono in corso le indagini.

De Moraes non ha precisato se sono state sequestrate armi ma ha detto che uno degli arrestati stava tentando di acquistare un fucile mitragliatore Ak-47 in Paraguay. Il ministro ha anche sottolineato che i servizi di intelligence brasiliani stanno operando in stretto contatto con quelli di altri Paesi, in particolare di Francia e Stati Uniti, e che nei prossimi giorni sono attesi a Rio gli 007 di un centinaio di nazioni.

Il Centro integrato antiterrorismo (Ciant), che ha sede a Brasilia, ha rivelato di aver respinto 40 richieste di accredito per le Olimpiadi, quattro delle quali per sospetti legami col terrorismo islamista. Nell'ultima settimana, nonostante le rivelazioni sulla presenza nel territorio brasiliano di affiliati all'Isis da parte del Site, il centro di intelligence americano che monitora le minacce del terrorismo islamista sul web, il governo brasiliano del presidente ad interim Michel Temer ha assicurato che sono state prese tutte le misure necessarie per contrastare eventuali minacce terroristiche durante le Olimpiadi.

Temer ha anche registrato un video destinato ai turisti stranieri per invitarli a venire a Rio ad assistere ai Giochi "in piena sicurezza e tranquillità, perchè la sicurezza è stata rafforzata".

Sui siti del terrore islamista è comparso intanto un "manuale" che spiega ai lupi solitari come colpire durante i Giochi olimpici, usando anche coltelli, veleno e piccoli droni con cariche di esplosivo. Il sito fornisce anche indicazioni ai jihadisti su come nascondersi nelle favelas di Rio e consiglia di entrare in Brasile attraverso la porosa frontiera col Paraguay.

sda-ats

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