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Si apre ufficialmente la campagna per il referendum sulla Brexit del 23 giugno. I due schieramenti pro e contro la permanenza della Gran Bretagna nell'Ue preparano le 'armi' per lo scontro finale anche se la 'guerra di parole' va avanti da settimane.

E la tensione sale fra i conservatori, divisi sul futuro del Paese in Europa. Il sindaco di Londra, Boris Johnson, e il ministro della Giustizia, Michael Gove, intervengono per stigmatizzare la scarsità di fondi pubblici che riceve l'Nhs, il servizio sanitario britannico, che, secondo i due sostenitori del 'no' all'Unione, può essere "salvato" uscendo dal 'club dei 28' e dirottando sulla spesa pubblica i miliardi che Londra versa come contributo a Bruxelles.

Dall'altro schieramento, invece, arriva il monito dell'ex cancelliere dello Scacchiere laburista Alistair Darling, secondo cui la Brexit costerebbe all'economia britannica 100 miliardi di sterline (circa 136,7 franchi).

sda-ats

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