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Il KOF e chi si occupa di previsioni congiunturali è pessimista per l'economia elvetica dopo la Brexit.

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

La decisione britannica di uscire dall'Unione europea non rimarrà senza conseguenze per l'economia svizzera. Chi si occupa di previsioni congiunturali ancora non le rivede ma si aspetta un aumento della pressione sul franco e dunque su taluni settori d'esportazione.

A breve termine le prospettive di crescita dell'economia elvetica potrebbero deteriorarsi e a più lungo termine la Svizzera potrebbe soffrire di un indebolimento strutturale a livello europeo, scrive l'istituto BAKBASEL.

L'annuncio dei risultati del referendum britannico ha subito avuto stamane per conseguenza un forte apprezzamento del franco, che ritrova il suo ruolo di valore rifugio. Le incertezze sul futuro status della Gran Bretagna dovrebbero accrescere ancora la pressione al rialzo: un contesto sfavorevole per i settori esportatori, già messi in forte difficoltà dall'abbandono del tasso minimo di cambio franco-euro da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) il 15 gennaio 2015, constatano i ricercatori basilesi.

L'indebolimento della sterlina britannica e della congiuntura oltre Manica non rimarrà senza conseguenze neppure sulle esportazioni elvetiche verso il Regno Unito, quinto cliente della Svizzera con una quota del 5,8% sul totale dell'export, rileva dal canto suo il Centro di ricerche congiunturali KOF del Politecnico federale di Zurigo.

Fra i settori che più potrebbero soffrire a causa di un nuovo apprezzamento del franco figurano l'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica (MEM), il turismo e il commercio al minuto. L'industria farmaceutica, che ha continuato a crescere l'anno scorso nonostante il vigore del franco, non dovrebbe invece risentirne troppo.

Gli economisti zurighesi temono una reazione a catena che indebolirebbe ulteriormente l'Europa, primo cliente degli esportatori elvetici. Il referendum britannico potrebbe infatti fare da modello ad altri Paesi europei, rileva dal canto suo il Credit Suisse, che prevede per la Gran Bretagna un periodo di recessione nella seconda parte del 2016 e un rallentamento generalizzato dell'economia dell'eurozona.

sda-ats

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