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Grande attesa per l'apertura dei mercati azionari lunedì

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

Mondo col fiato sospeso in attesa della riapertura dei mercati domani. Dopo che la Brexit ha fatto perdere venerdì alle Borse del pianeta 2 mila miliardi di dollari in valore, regna l'incertezza.

Il termometro della preoccupazione lo danno anche le rassicurazioni in cui si sperticano Governi e Banche centrali. I governatori riuniti per la Bri a Basilea non nascondono i timori che si vada incontra ad un periodo di incertezza e aggiustamento. Osservate speciali sono le banche, per le quali si stanno vagliando tutti gli strumenti disponibili a livello europeo e non solo.

Dopo il tracollo subito venerdì dalle Borse di tutto il mondo, la riapertura di domani dovrà fare i conti, oltre che con l'incognita Brexit, anche con l'effetto del voto in Spagna. Gli analisti non sono ottimisti. Credit Suisse ha tagliato i target di fine anno per i listini di riferimento di Gran Bretagna, Europa e Usa (rispettivamente del 6,5%, 14% e 7,5%).

Ma qualcuno ricorda come, dopo il terremoto in Giappone e la crisi del debito in Europa, i mercati si siano ripresi dalle forti perdite subite nel giro di 3-4 mesi. Il rischio è però di un effetto domino che vada ad impattare sulla crescita, e non solo quella della Gran Bretagna: secondo Morgan Stanley, il Pil Regno Unito potrebbe subire un calo di 1,5 punti percentuali nei prossimi 18 mesi; ma la Brexit potrebbe costare 0,8 punti anche all'economia dell'area euro e 0,5 a quella mondiale da qui alla fine del 2017.

E come se non bastasse, già ora l'effetto "leave" ha aggiunto altri 380 miliardi di dollari allo stock di titoli di stato con tasso negativo, che ora ammontano a 8,73 mila miliardi di dollari a livello globale.

Che ora i mercati si debbano preparare ad una fase di "incertezza e di aggiustamento" lo ritiene probabile anche la Banca dei regolamenti internazionali, che è la banca delle banche centrali, che ha riunito i governatori a Basilea per l'assemblea generale.

"Il Regno Unito è strettamente integrato nell'economia mondiale e ospita uno dei maggiori centri finanziari del pianeta", ha osservato il direttore generale della Bri Jaime Caruana, evidenziando come l'esito del referendum si sia tradotto in "un'elevata volatilità nei mercati". Ma le banche centrali sono già in campo, ha rassicurato: nel passato hanno dimostrato di poter agire con rapidità e hanno a disposizione "tutti gli strumenti per farlo anche ora".

Al di là della contingenza della Brexit, Caruana ha evidenziato anche l'urgenza di tracciare "una linea di separazione" delle responsabilità per le Banche centrali, perché il loro mandato è "diventato troppo esteso", confondendosi con quello di governi e altre istituzioni.

sda-ats

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