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La polizia ha fermato 19 persone davanti al memoriale delle vittime degli attentati alla Bourse mentre partecipavano a una manifestazione antirazzista. Tra questi anche il presidente della Lega dei diritti dell'uomo belga, Alexis Deswaef.

Nell'intera regione di Bruxelles sono state vietate tutte le iniziative o contromanifestazioni dopo lo stop a quella anti-Islam convocata per oggi a Molenbeek dal movimento estremista francese Génération identitaire.

La polizia ha deciso di procedere al fermo amministrativo dei manifestanti dopo il loro rifiuto di liberare la piazza della Bourse, che è stata temporaneamente chiusa, in un clima di tensione.

Una decina di manifestanti sono stati ammanettati, una ragazza inseguita mentre urlava, mentre altri scandivano "Stop alle violenze della polizia". Il presidente della Lega dei diritti dell'uomo ha raccontato all'agenzia Belga che, appena arrivato sul posto "la polizia mi ha intimato l'ordine di lasciare il posto notificandomi che le manifestazioni di estrema sinistra come di estrema destra sono vietate".

Deswaef ha quindi risposto di "essere là in quanto semplice cittadino, ma sono stato fermato lo stesso". Insieme agli altri fermati, caricati su un pulmino della polizia, è stato portato alla caserma di Etterbeek.

I poliziotti presenti alla Bourse, secondo diversi media testimoni, erano molto più numerosi dei pacifisti. Al memoriale degli attentati del 22 marzo è ora tornata la calma, tra musica, balli, canzoni e raccoglimento. A Molenbeek intanto, riferisce sempre Belga, le forze di polizia sono ugualmente presenti in grande numero nel caso in cui dovessero presentarsi lo stesso, nonostante il divieto, manifestanti di estrema destra di Génération Identitaire.

sda-ats

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