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A un anno esatto dal primo avvertimento, la Commissione europea si prepara a sferrare l'attacco contro Google per Android, il sistema operativo accusato di "invadere" con le sue app tutti gli smartphone d'Europa su cui è installato.

Diversi i segnali che in questi ultimi giorni hanno tradito l'intenzione imminente dell'antitrust dell'Unione europea (Ue) di procedere con la formulazione dell'accusa: dalla richiesta della Commissione a Google di togliere il segreto industriale su alcuni documenti utili alle indagini, alla commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager, che due giorni fa ha paragonato il caso a quello contro Microsoft, ribadendo che il sospetto su Android è che sbarri la strada alle app dei concorrenti.

"Il nostro timore è che Google, chiedendo a produttori e operatori di pre-installare una serie di sue app, piuttosto che far scegliere loro quali caricare, potrebbe aver eliminato uno dei modi principali attraverso cui le nuove app raggiungono i consumatori", aveva detto in un discorso ad Amsterdam.

Il 15 aprile del 2015 la commissaria Vestager mise formalmente Google sotto accusa per "abuso di posizione dominante" nel campo della ricerca su web, passando la palla all'azienda che sta ancora formulando la sua difesa. Bruxelles aprì anche un secondo fronte, annunciando l'avvio di un'indagine su Android volta a scoprire se Google abbia incentivato i produttori di smartphone e tablet a pre-installare le sue app, impedendo loro di scegliere le app dei concorrenti. In sostanza, se ha abusato della sua posizione dominante anche nel campo dei sistemi operativi, applicazioni e servizi per smartphone.

L'indagine sarebbe giunta al termine e pronta a compiere un passo formale: l'invio di uno "Statement of Objections", nel quale l'antitrust europeo formalizza le accuse e avvia la procedura che può portare alle sanzioni. Il colosso del web ha già ricevuto uno "Statement of Objections" lo scorso anno, che formalizzava l'accusa di "abuso di posizione dominante", una delle violazioni più gravi delle norme europee sulla concorrenza, che è costata a Microsoft una maximulta da 800 milioni di euro e ad Intel 1,2 miliardi.

Con l'avvio della procedura formale Google potrebbe comunque giungere ad un accordo, evitando di incorrere in una multa fino al 10% del suo fatturato annuale ma, a differenza di prima, non avrà margine di manovra nel negoziato e se non si adeguerà in fretta alle richieste della Commissione, scatterà la tagliola.

sda-ats

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