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Un portoghese di 45 anni proveniente dall'Angola è stato condannato oggi a 18 anni di prigione per aver ucciso una prostituta con 37 coltellate nel 2015 a Basilea. Il Tribunale penale di Basilea Città lo ha riconosciuto colpevole di assassinio.

I fatti risalgono al 7 maggio 2015. L'imputato - che chiese al coinquilino di non tornare a casa prima di sera - aveva invitato una prostituta nella sua abitazione e prima di consumare rapporti sessuali aveva fatto uso di cocaina e vodka. Tra i due scoppiò un litigio durante il quale l'uomo, padre di diversi bambini, colpì con un coltello la camerunese, a sua volta madre di due bimbi. La donna cercò rifugio in bagno ma venne raggiunta dal portoghese che continuò a colpirla. L'imputato nascose il cadavere sotto al letto, che venne scoperto dal coinquilino il giorno successivo.

Dopo aver ucciso la donna, il 45enne scappò in Marocco passando dalla Francia. Il 3 giugno 2015 si costituì alla polizia spagnola e poco più tardi venne estradato verso la Svizzera.

Il procuratore aveva chiesto una pena detentiva di 19 anni per assassinio, la difesa invece di quattro anni e nove mesi per omicidio passionale.

Nel corso del processo, l'imputato ha dichiarato di essersi sentito minacciato perché la prostituta aveva fatto entrare uno sconosciuto nell'appartamento, che si era nascosto in un armadio. Aveva dunque preso un coltello per proteggersi dall'intruso. A quel punto chiese spiegazioni alla donna che gli avrebbe gettato una coperta sulla testa. Preso dal panico l'accoltellò.

sda-ats

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