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BS: iniziativa UDC, no passaporto a delinquenti e assistiti (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Niente più passaporto svizzero a chi commette reati o vive d'assistenza nel cantone di Basilea Città: lo chiede l'Unione democratica di centro (UDC) locale in un'iniziativa popolare consegnata oggi alla Cancelleria dello Stato.

L'iniziativa, lanciata nell'autunno 2015 e denominata "Niente naturalizzazione di criminali e beneficiari dell'aiuto sociale", ha raccolto 4818 firme, indica il partito in una nota. Per la riuscita ne bastavano 3000.

Il testo vuole che non possa diventare svizzero chi è stato condannato in modo definitivo per un reato a una pena detentiva di almeno sei mesi, come pure gli stranieri che ricevono prestazioni dell'Assistenza sociale o che non hanno completamente rimborsato le prestazioni ricevute in passato. Quale condizione per la naturalizzazione l'UDC vuole inoltre che sia iscritto nella legge il possesso di un permesso di domicilio. L'iniziativa esige infine espressamente che non debba sussistere alcun diritto legale al passaporto rossocrociato.

Nel novembre 2013 aveva già avuto successo nel canton Berna una iniziativa simile lanciata dai Giovani UDC. Sebbene tutti i partiti salvo l'UDC si fossero opposti, il testo era stato accettato da quasi il 56% dei votanti. Il testo chiedeva di non concedere la naturalizzazione agli stranieri condannati per reati gravi o a pene detentive di almeno due anni e a coloro che beneficiano di prestazioni dell'aiuto sociale.

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SDA-ATS