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Il CEO della BSI Stefano Coduri, che oggi ha dato le dimissioni.

Keystone/TI-PRESS/GABRIELE PUTZU

(sda-ats)

Fine ingloriosa per la BSI: la storica banca ticinese dovrà essere sciolta. Lo ha deciso l'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA) a causa di affari poco trasparenti legati al fondo sovrano malese. 1MDB (1Malaysia Development Berhad).

L'istituto è in particolare accusato di controlli carenti riguardo al riciclaggio di denaro. "Un'eccessiva fame di rischio e irragionevolezza hanno portato alla fine di una banca", ha dichiarato il direttore della FINMA Mark Branson in una teleconferenza, specificando che la BSI era già stata avvisata dalle autorità nell'autunno del 2013, per iscritto, del rischio di riciclaggio e corruzione.

Nonostante il chiaro avvertimento, i quadri dirigenti hanno deciso di continuare gli affari più dubbi, ha detto Branson. Presumibilmente, si trattava di rapporti di lavoro troppo lucrativi per essere interrotti, ha aggiunto.

"Noi, così come i nostri colleghi di Singapore, siamo arrivati alla conclusione che la banca doveva essere sciolta", ha dichiarato ancora Branson. La BSI potrà essere acquisita, come previsto, dalla EFG International, a condizione che venga integrata completamente e poi sciolta entro dodici mesi.

Non esisteranno quindi più unita bancarie indipendenti di BSI. L'istituto verrà integrato in una realtà con funzioni di controllo efficaci. Nessuno dei quadri dirigenti della BSI sotto accusa potrà entrare in una posizione chiave nella EFG International.

Che una banca di tali dimensioni venga chiusa con una procedura simile è un fatto insolito. "Probabilmente si tratta del primo caso", ha detto Branson. Assieme alle decisioni di FINMA, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha aperto un procedimento penale contro l'istituto. La banca centrale di Singapore ha inoltre ordinato la cessazione delle attività di BSI nel Paese asiatico.

sda-ats

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