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Il CO2 cala, ma obiettivi lontani

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Nel 2015 le emissioni di CO2 in Svizzera continuano a calare, ma forse non in maniera sufficiente per evitare un aumento della tassa sui combustibili nel 2018. Lo afferma l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) in una nota odierna.

Rispetto all'anno prima, il calo è stato più marcato per le emissioni da carburanti (-4,3%) che per quelle da combustibili (-2,8).

La diminuzione significativa delle emissioni da benzina e diesel acquistati in Svizzera - a 16,42 milioni di tonnellate - nonostante l'aumento del traffico è dovuta in prevalenza al rafforzamento del franco, sottolinea l'UFAM. Ciò ha decisamente influito sul turismo del pieno: nel caso della benzina c'è stato un crollo dei pendolari del serbatoio provenienti dall'estero; e nel caso del diesel è aumentato il numero degli svizzeri andati nei Paesi limitrofi.

L'utilizzo di biocarburanti è aumentato sensibilmente rispetto all'anno precedente, ma l'effetto sulle emissioni è minimo dato che costituisce appena l'1% del consumo complessivo.

La statistica dell'UFAM rileva poi la tendenza costante al ribasso delle emissioni da combustibili da riscaldamento (corrette in base alle condizioni atmosferiche, in modo da poter effettuare un raffronto negli anni). Nel 2015, sono diminuite a 17,87 milioni di tonnellate di CO2, ossia del 23,6% rispetto al 1990.

Il loro andamento è determinante per la tassa sul CO2 applicata ai combustibili, ricorda l'UFAM. Essa è attualmente di 84 franchi per tonnellata di CO2. Potrebbe aumentare a 96 franchi nel 2018 se le emissioni da riscaldamento del 2016 non risulteranno inferiori almeno del 27% rispetto al 1990. La tassa salirebbe invece a 120 franchi se il regresso si limitasse al 24%.

Senza la correzione in base alle temperature invernali, le emissioni di CO2 da combustibili nel 2015 sono aumentate del 5% rispetto all'anno precedente.

sda-ats

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