BERNA - Per il capo della sicurezza informatica alla Confederazione, la recente serie di attacchi a pagine internet - come quello a PostFinance - ha raggiunto una "qualità del tutto nuova". Particolarmente preoccupante è che chiunque può partecipare a questi assalti "primitivi".
"Non mi è mai capitato di vivere un attacco organizzato così rapidamente", ha affermato Pascal Lamia, capo della Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione (MELANI) in un'intervista pubblicata oggi da "Bund" e "Tages-Anzeiger". La cosa inquietante è che chiunque può partecipare, anche chi non ha conoscenze specifiche.
Agli attacchi al sito web di PostFinance si sono associati martedì anche alcune decine di utilizzatori in Svizzera, perché il programma per partecipare al "denial of service", è stato scaricato e utilizzato anche da indirizzi IP in Svizzera.
Le autorità possono investigare solo se vi è stata una denuncia, ha precisato Lamia, che spera che PostFinance lo faccia. La polizia avrebbe così la possibilità di appurare quali computer svizzeri hanno partecipato all'azione. Chi lo ha fatto per curiosità deve sapere che questo "non è un gioco", ha aggiunto l'esperto. Se PostFinance vi rinuncia sarebbe come "se la polizia facesse dei controlli di velocità, ma non infliggesse multe", ha affermato.
Attualmente, PostFinance sta valutando se sporgere denuncia, ha affermato il portavoce Alex Josty all'ATS. Non è chiaro quando sarà presa una decisione.
Attacchi informatici erano stati lanciati contro PostFinance in risposta alla chiusura delle donazioni per Wikileaks e del conto di Julian Assange in Svizzera.

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