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La commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager

KEYSTONE/AP/GEERT VANDEN WIJNGAERT

(sda-ats)

I maggiori produttori di mezzi pesanti europei hanno fatto cartello, fissando i prezzi e ritardando l'introduzione di nuove tecnologie per le emissioni.

È l'accusa che l'Unione Europea si appresta a presentare contro Daf, Daimler, Iveco, Man, Scania e Volvo-Renault, che rischiano la maggiore sanzione mai decisa da Bruxelles contro un cartello. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali i costruttori si sono preparati alla maxi multa accantonando 2,6 miliardi di euro.

Ma la cifra potrebbe essere multo superiore: in base alle regole europee, infatti, la sanzione potrebbe essere fino a 10 volte il loro fatturato globale, arrivando a un massimo di 10,7 miliardi di euro.

Daf ha accantonato 945 milioni di dollari, Iveco 500 milioni di dollari, Daimler 600 milioni di euro e Volvo 444 milioni di dollari. Man, controllata da Volkswagen, in quanto 'talpa' del cartello scamperà alla multa. Scania, anche lei controllata da Volkswagen, non ha finora accantonato fondi. "Non siamo in grado di stimare l'impatto che le indagini potrebbero avere - ha detto Scania nel rapporto annuale -. Non possiamo escludere che la commissione ci imporrà una multa".

Il commissario europeo alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha paragonato il caso contro i costruttori a quelli contro Google e Gazprom. Le indagini europee si concentrano sugli anni 1997-2011 e le accuse descriverebbero come le case si sono accordate per fissare i prezzi e sulla "tempistica e il livello di aumento dei prezzi per l'introduzione di nuove tecnologie per le emissioni. In Europa ci sono 600.000 camionisti e una possibile collusione fra i costruttori - mette in evidenza Vestager - potrebbe aver causato un aumento dei prezzi su tutto, dall'arredamento agli alimentari.

sda-ats

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