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La redditività delle casse pensioni svizzere è fortemente diminuita l'anno scorso in seguito all'abbandono della soglia minima di cambio euro/franco e all'introduzione di tassi negativi.

Il disequilibrio fra persone attive e pensionati si è ulteriormente accentuato, fatto che comporta una riduzione delle prestazioni.

Stando allo studio periodico sul settore pubblicato oggi da Swisscanto la performance media degli istituti di previdenza è scesa dal 7,31% del 2014 all'1,13% dell'anno scorso. Non è quindi stato raggiunto né l'obiettivo medio del 3,9%, né il rendimento minimo legale di 1,75%. Questo nonostante l'aumento degli investimenti a rischio, dovuto a condizioni quadro che vedono i tassi molto bassi o addirittura negativi.

Nello stesso tempo è diminuito il tasso di copertura delle casse: quello degli istituti privati è sceso dal 113,6% del 2014 al 110,4% a fine 2015, quando è tornato ai livelli del 2013 (110,3%). L'evoluzione è analoga nel settore pubblico, con il tasso che si è ridotto sull'arco di un anno dal 97,9% al 92,0%.

Questi dati non sono comunque inquietanti, afferma il direttore di Swisscanto Othmar Simeon. Il 61% delle casse ha infatti una copertura di almeno il 110%, una percentuale elevata come negli anni record 2005-2007.

L'evoluzione in atto spinge però gli istituti a rivedere al ribasso le prestazioni. Il tasso di conversione è in calo dal 2002 ed è ora in media del 6,13% per gli uomini in pensione a 65 anni e del 6,06% per le donne che abbandonano l'attività lavorativa a 64 anni.

sda-ats

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