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La Svizzera dovrebbe partecipare con circa 140 milioni di franchi ripartiti su sette anni al sostegno di quei Paesi situati alle frontiere esterne dello spazio Schengen (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/EPA ANA-MPA/NIKOLAS GIAKOUMIDIS

(sda-ats)

La Svizzera dovrebbe partecipare con circa 140 milioni di franchi ripartiti su sette anni al sostegno di quei Paesi situati alle frontiere esterne dello spazio Schengen.

È quanto prevede il messaggio approvato oggi dal Consiglio federale riguardante l'adesione al Fondo europeo per la sicurezza interna (FSI). Sul credito dovrà esprimersi il Parlamento.

Il fondo, indica una nota odierna del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), è volto a sostenere gli Stati Schengen che, a causa dell'estensione delle loro frontiere terrestri e marittime o della presenza di importanti aeroporti internazionali sul loro territorio, sono costretti ad assumersi costi elevati a lungo termine per garantire la protezione delle frontiere esterne.

Il FSI - in vigore dal 2014 al 2020 e con una dotazione di 2,76 miliardi di euro cui vanno ancora sommati i contributi dei Paesi associati a Schengen - intende rendere più efficaci i controlli e diminuire le entrate illegali. Questo strumento sostituisce il precedente fondo per le frontiere esterne, giunto a scadenza alla fine del 2013, cui la Svizzera ha partecipato dal 2009.

La Svizzera parteciperà con un contributo di circa 20 milioni di franchi all'anno; nell'arco di sette anni riceverà a sua volta 20 milioni di franchi che saranno impiegati, in particolare, per rafforzare le infrastrutture dei posti di frontiera negli aeroporti.

sda-ats

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