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Un giovane consulta un opuscolo informativo (archivio)

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Per il 2017, studenti e persone in formazione potranno ancora beneficiare del programma di mobilità Erasmus+ nell'ambito della soluzione transitoria negoziata tra la Svizzera e l'Unione europea (Ue). Lo ha deciso oggi il Consiglio federale.

L'adozione di una soluzione transitoria per il periodo 2014-2016 si era resa necessaria dopo che nel 2014, in reazione all'esito della votazione popolare sull'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa, Bruxelles aveva deciso di sospendere i negoziati per l'adesione al programma "declassando" la Svizzera allo status di Paese terzo.

Le informazioni necessarie per partecipare ai programmi nel 2017, indica una nota odierna del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), verranno pubblicate in tempo utile, prima dell'inizio della procedura di selezione.

Benché la Svizzera possa partecipare ad Erasmus+ solo in maniera indiretta, ciò non ha determinato un calo di attrattiva presso gli interessati, come dimostrano le cifre per il 2016. Per l'anno in corso, il numero di progetti di scambio ha segnato un aumento del 12% rispetto al 2015 superando per la prima volta le 10'000 unità.

In tutto 10'781 persone hanno approfittato di una mobilità Erasmus (ad esempio semestre all'estero o stage). La cifra comprende sia gli studenti che partono all'estero (outgoing, uscenti) sia quelli che vengono in Svizzera (incoming, entranti), entrambi in crescita.

Nell'ambito di Erasmus+ sono stati stanziati 25,1 milioni di franchi per i programmi di scambio di ogni livello formativo (scuola dell'obbligo, scuole medie superiori, formazione professionale, livello terziario, formazione degli adulti e settore giovanile extrascolastico), contro 23,9 milioni nel 2015.

sda-ats

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