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Alain Berset si è espresso contro AVS+

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Non sussiste un margine di manovra per finanziare l'iniziativa popolare dei sindacati "AVSplus: per un'AVS forte", in votazione il prossimo 25 di settembre.

Lo ha dichiarato oggi il Consigliere federale Alain Berset invitando a respingere questa modifica costituzionale di cui approfitterebbe, se accolta alle urne, solo un'esigua minoranza di pensionati.

L'iniziativa preconizza un incremento del 10% delle rendite AVS, pari a un aumento mensile di 200 franchi per le persone singole e di 350 franchi per i coniugi.

Per il responsabile del Dipartimento federale dell'Interno (DFI), la riforma 2020 della previdenza professionale attualmente in discussione alle Camere federali rappresenta una proposta più equilibrata e politicamente più accorta, rispetto all'iniziativa.

Quest'ultima, secondo il ministro socialista friburghese, se accolta dal popolo causerebbe dal 2018 costi supplementari per 4 miliardi che aumenterebbero a 5,5 entro il 2030.

Attualmente, ha sostenuto il ministro della socialità, i conti dell'AVS sono in equilibrio, ma l'avvicinarsi al pensionamento della generazione dei baby-boomer, ossia delle persone nate negli anni '50 e '60, provocherà entro il 2030, se non si fa nulla, un deficit di finanziamento di 7 miliardi di franchi, situazione che peggiorerebbe se l'iniziativa venisse accolta.

Secondo Berset, la riforma 2020 - che contempla un aumento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni e un ritocco verso l'alto dell'Iva, n.d.r - ha come obiettivo di mantenere i conti in equilibrio, "una sfida di per sé già importante".

L'obiettivo della riforma, da Berset giudicata una "via di mezzo", è mantenere le rendite a un buon livello e colmare gli ammanchi futuri.

Oltre a gravare sulle casse federali (un quinto delle rendite è finanziato dalla Confederazione), l'iniziativa dei sindacati avrebbe ricadute negative anche per l'economia, dal momento che i salariati - e di riflesso i datori di lavoro - si vedrebbero aumentare i prelievi sulle remunerazioni, ha sottolineato Berset.

Stando al direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Jürg Brechbühl, la Confederazione dovrebbe sborsare 800 milioni di franchi supplementari, mentre datori di lavoro e salariati vedrebbero i rispettivi contributi aumentare.

L'iniziativa avrebbe poi conseguenze paradossali per i 200 mila pensionati (su 2,2 milioni in totale) con bassa rendita, ha aggiunto l'alto funzionario.

Per buona parte di essi un aumento della rendita avrebbe conseguenze sia sull'ammontare delle prestazioni complementari, che in diversi casi verrebbero azzerate, sia a livello fiscale, giacché le rendite sono tassate, mentre le prestazioni complementari non lo sono. A trarne reale beneficio sarebbero in definitiva 49 mila persone; queste ultime avrebbero più denaro a disposizione.

sda-ats

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