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Niente più contingenti per gli immigrati provenienti da Bulgaria e Romania a partire dal primo giugno. A tale data cessano infatti le relative disposizioni transitorie sulla libera circolazione.

Il Consiglio federale, riunito oggi in seduta "extra muros" a Losanna, ha adottato la revisione parziale della pertinente ordinanza.

Il Protocollo relativo all'estensione della libera circolazione delle persone alla Bulgaria e alla Romania, in vigore dal primo giugno 2009, prevede una liberalizzazione graduale delle condizioni d'ammissione al mercato del lavoro per i cittadini dei due Paesi comunitari, si legge in un comunicato governativo.

La Confederazione ha prorogato in due occasioni, nel 2011 e nel 2014, i termini delle restrizioni, che comprendevano il principio della priorità per i lavoratori residenti in Svizzera, il controllo preventivo delle condizioni di salario e di lavoro nonché i contingenti.

Il termine transitorio di sette anni scade il 31 maggio di quest'anno e, con esso, le disposizioni transitorie relative ai cittadini bulgari e rumeni.

Se l'immigrazione di tali cittadini supererà del 10% la media degli ultimi tre anni, il primo giugno 2017 o, al più tardi, il primo giugno 2018, il Consiglio federale potrà fissare nuovi contingenti, che saranno validi fino al 31 maggio 2019 (la cosiddetta "clausola di salvaguardia").

La quota di cittadini bulgari e rumeni in Svizzera è attualmente bassa. Alla fine del 2015 tale tasso ammontava allo 0,9%, ossia 18'364 persone residenti in permanenza nel Paese. In quello stesso anno sono state 1542 le persone con attività lucrativa ammesse per un soggiorno di lunga durata (-22,1 % rispetto al 2014) e i contingenti disponibili non sono stati raggiunti.

sda-ats

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