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Migranti su una imbarcazione nel Mediterraneo (foto simbolica)

Keystone/AP/EMILIO MORENATTI

(sda-ats)

Il Consiglio federale non intende intervenire per modificare la prassi della carcerazione amministrativa dei migranti dai 15 ai 18 anni, criticata anche dal Consiglio d'Europa.

Lo afferma in una risposta a un'interpellanza in questo senso della consigliera nazionale Valérie Piller Carrard (PS/FR).

Lo scorso giugno Terre des Hommes aveva criticato questa prassi, affermando che con essa la Svizzera viene meno ai propri doveri derivanti dalla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia. L'organizzazione assistenziale aveva sollecitato una modifica della legge per evitare che i giovani tra i 15 e i 18 anni si vengano a trovare in questa situazione. La deputata socialista aveva quindi sottoposto l'oggetto al governo.

Il Consiglio federale, nella risposta odierna, precisa che già oggi - conformemente alla legge federale sugli stranieri - non è possibile ordinare la carcerazione amministrativa di diritto degli stranieri nei confronti di bambini o adolescenti che non hanno ancora compiuto 15 anni.

L'esecutivo indica che lo scorso anno sono stati 142 i minorenni - di cui sei non accompagnati - tra i 15 e i 18 anni sottoposti a carcerazione amministrativa di diritto degli stranieri.

Il governo ritiene non vi sia alcuna necessità di intervenire: dai dati dello scorso anno non emerge alcun provvedimento eccessivo o smisurato in quanto la durata media di detenzione dei 142 minori è stata pari a 21,6 giorni.

sda-ats

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