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Guy Parmelin

KEYSTONE/MANUEL LOPEZ

(sda-ats)

Guy Parmelin ha ribadito nella seduta odierna del Consiglio federale di aver commesso un "errore politico" con la sua decisione di non ricusarsi durante le discussioni sul dossier dei privilegi fiscali per gli agricoltori.

Il governo ne ha preso atto, ha indicato oggi alla stampa il suo portavoce André Simonazzi.

Quest'ultimo ha inoltre dichiarato che l'esecutivo non ha discusso sul principio delle regole di ricusazione, come richiesto dalle Commissioni della gestione (Cdg) del Parlamento.

Il Consiglio federale si pronuncerà ulteriormente sulle risposte alle domande precise poste dalle Cdg, ha aggiunto Simonazzi. A suo avviso, a questo stadio nessun altro consigliere federale dovrebbe presentarsi davanti alla stampa ad esprimersi sulla vicenda.

Il quotidiano svizzerotedesco Blick aveva rivelato venerdì scorso che Guy Parmelin, eletto il 9 dicembre in Consiglio federale, era intervenuto "in modo risoluto" in governo a favore di un esonero fiscale alla vendita di fondi edificabili attualmente utilizzati a scopo agricolo, nonostante avesse un interesse personale o famigliare.

Secondo il giornale, al momento della discussione con i colleghi - a metà febbraio e all'inizio di marzo - di tale privilegio fiscale, il ministro della difesa era comproprietario, con il fratello, di una parcella di vigna passibile di poterne beneficiare. Successivamente, il 5 marzo - riferiva ancora il "Blick" - Parmelin ha venduto la sua parte al fratello, con effetto retroattivo al primo gennaio 2016.

sda-ats

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