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Cina: ragazzo nero sbiancato da detersivo, polemiche su spot (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/MARK SCHIEFELBEIN

(sda-ats)

Il momento del mea culpa e della riflessione obbliga a una maggiore "sensibilità razziale": le polemiche e l'indignazione seguite alla pubblicità virale del detersivo Qiaobi, in Cina e nel mondo, ha lasciato il segno.

Il ragazzo nero trasformato in un coetaneo cinese di bella presenza grazie al lavaggio in lavatrice con il detergente miracoloso ha spinto oggi i quotidiani tra editoriali, commenti e semplici articoli, spesso in prima pagina, ad auspicare in via esplicita il rafforzamento delle leggi anti-discriminazione e a una più stringente educazione sulla sensibilità razziale.

Su Weibo, il Twitter cinese, i commenti di critica dello spot si sono moltiplicati in pochissimo tempo e a nulla sono valse le scuse di Leishang Cosmetics, società produttrice del detersivo con sede a Shanghai, diffuse in una nota sul microblogging, mentre l'hashtag #controversia causata da un detersivo per lavatrice# ha raccolto tre milioni di commenti in poco tempo.

Il vicepresidente della compagnia Li Jun, che ha in carico proprio il brand Qiaobi, ha spiegato che l'idea della pubblicità era l'uso di un "aspetto comico aggiungendo un'esagerazione artistica. Non c'era alcun intento discriminatorio. Ci facciamo carico di ogni responsabilità chiedendo scusa a quanti si sono sentiti offesi".

Secondo la legge che disciplina la pubblicità, aggiornata lo scorso anno, qualsiasi messaggio che suggerisca discriminazione di nazionalità, razziale, religiosa e di genere è proibita. Le violazioni comportano anche pesanti conseguenze.

sda-ats

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