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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama (foto d'archivio).

Keystone/AP/MATT ROURKE

(sda-ats)

Obama 'alla sbarra' con l'accusa di aver fatto poco per combattere i cambiamenti climatici. È iniziata oggi in Oregon l'udienza preliminare per quello che è stato definito 'il caso più' grande del pianeta' e che vede nel mirino il presidente degli Stati Uniti.

Un gruppo di 21 ragazzi gli ha fatto causa perché avrebbe fallito nel garantire loro un futuro non minacciato dai cambiamenti climatici. Dietro i giovani, essendo minorenni, c'è 'Our Children's Trust', un'associazione che dà voce ai giovani per assicurare loro il diritto a condizioni ambientali stabili e salutari anche per il bene delle generazioni future.

Secondo quanto riferisce la Cnn, i ragazzi sostengono che il loro diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà è continuamente messo a rischio da tempeste sempre più forti, spaventose siccità e innalzamento del livello dei mari. Il loro appello sia al presidente che alle varie agenzie governative è quello di eliminare totalmente i combustibili fossili, la vera minaccia al pianeta.

I ragazzi tuttavia riconoscono ad Obama il merito di aver affrontato l'argomento cambiamenti climatici. Ma, come sostengono gli scienziati, non è abbastanza, anzi neanche lontanamente. Dopo aver ascolto le argomentazioni, il giudice si riserverà 60 giorni di tempo per decidere se ci sarà un processo.

sda-ats

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