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Bisogna restituire ai giudici la facoltà di valutare gli eccessi di velocità e la proporzionalità della pena. È l'opinione del Consiglio nazionale che, con 101 voti contro 86 e 7 astenuti, ha approvato una mozione di Jean-Paul Gschwind (PPD/JU).

Il testo chiede di sopprimere il capoverso 4 dell'articolo 90 della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr). Secondo questo capoverso, introdotto nell'ambito del pacchetto di misure denominato "Via Sicura", è punito con una pena detentiva da uno a quattro anni chiunque circola a 70 km/h dove il limite è di 30, a 100 anziché 50, a 140 invece di 80, a 180 al posto di 100 e a 200 in luogo di 120 km/h. Per l'autore dell'atto parlamentare queste disposizioni sono troppo rigide.

La loro applicazione può avere conseguenze drammatiche per il conducente trasgressore, quali la pena detentiva, pesanti pene pecuniarie e il ritiro della patente, che può comportare la perdita del posto di lavoro, ha spiegato il giurassiano. Va quindi lasciato ai giudici un certo margine di apprezzamento.

Per la consigliera federale Doris Leuthard la tesi di Gschwind è sbagliata: "è compito del legislatore, e non del giudice, stabilire quando il superamento della velocità è da considerarsi particolarmente grave". La questione è inoltre già al vaglio del governo: il Consiglio degli Stati ha infatti approvato un postulato sul tema lo scorso mese di giugno, ha ricordato, invano, la ministra dei trasporti.

sda-ats

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