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La cattura nei fiumi di prede con ami dotati di ardiglione, "arpione" che impedisce lo sfilamento del pesce, potrebbe presto diventare realtà.

La Camera del popolo ha infatti approvato oggi - con 98 voti contro 83 e cinque astenuti - una mozione del consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI). Gli Stati devono ancora esprimersi.

Il deputato ticinese, tra l'altro appassionato cacciatore e pescatore, giudica contraddittorio il fatto che l'Ordinanza concernente la legge federale sulla pesca permetta l'uso di questi ami negli specchi d'acqua, ma non nei fiumi, e ciò benché la pesca in questi luoghi rappresenti a Sud delle Alpi una tradizione consolidata.

Esprimendosi anche a nome della Federazione Ticinese per l'Acquicoltura e la Pesca, Regazzi domanda una modifica della legge affinché il cantone possa concedere un'ulteriore deroga al divieto di massima dell'ardiglione contenuto nell'ordinanza sulla protezione degli animali (Opan).

Per la consigliera federale Doris Leuthard, contraria alla proposta, la pesca senza ardiglione "rispetta il benessere dell'animale e consente ai pescatori di proteggere in maniera efficace le specie protette, i pesci di piccola taglia, così come gli individui ecologicamente importanti per le popolazioni naturali". Ai cantoni non andrebbe quindi lasciata completa libertà in fatto di deroghe al divieto di massima, poiché tale passo annullerebbe il principio di divieto dell'ardiglione stesso.

Per l'esecutivo, inoltre, il divieto di questi ami nei fiumi non poterà alla scomparsa di forme tradizionali di pesca nel Ticino, come la cosiddetta "montura" o "imbragatura"; questa particolare tecnica dovrà "adattarsi alle nuove disposizioni".

sda-ats

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