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Consiglio nazionale: corrispondenza va distribuita al domicilio di tutti (foto d'archivio)

Keystone/MARTIN RUETSCHI

(sda-ats)

Tutti gli abitanti della Svizzera devono poter ricevere la corrispondenza al proprio domicilio. È quanto sostiene il Consiglio nazionale.

Quest'ultimo ha approvato, con 120 voti contro 55 e 11 astenuti, due mozioni depositate dai deputati neocastellani, Raymond Clottu (UDC) e Jacques-André Maire (PS).

Recentemente la stampa romanda aveva riferito della protesta di alcuni abitanti delle montagne neocastellane che erano stati privati del recapito della posta. Un'ordinanza approvata dal Consiglio federale prevede infatti che il gigante giallo non sia tenuto a distribuire gli invii postali in un insediamento costituito da meno di cinque case abitate tutto l'anno e distribuite su una superficie massima di un ettaro; oppure se la durata del tragitto per servire una casa abitata tutto l'anno supera complessivamente i due minuti. Nel 2015 sono già 1005 le economie domestiche escluse dalla distribuzione della corrispondenza, ha sottolineato Clottu.

Per i due neocastellani, tale prassi non è accettabile, anche perché si corre il rischio che a lungo termine intere regioni, giudicate poco redditizie, vengano escluse dai servizi postali. L'attuale ordinanza non rispetta inoltre la volontà del legislatore che nella Legge sulle poste ha precisato che "la distribuzione a domicilio è garantita in tutti gli insediamenti abitati tutto l'anno". Eccezioni sono ammissibili solo per le economie domestiche raggiungibili con estrema difficoltà.

Per la consigliera federale Doris Leuthard la situazione attuale è invece soddisfacente. L'ordinanza sulle poste obbliga la Posta a proporre soluzioni alternative laddove non è tenuta a effettuare la distribuzione a domicilio. "Nessun insediamento abitato tutto l'anno rimane così completamente escluso dalla distribuzione postale. Va poi considerata anche la questione della finanziabilità", ha ricordato, invano, la titolare del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).

Gli Stati devono ancora esprimersi.

sda-ats

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