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Un appartamento

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

I padroni di casa non devono essere obbligati a comunicare ai nuovi locatari l'ammontare della pigione versata dal precedente inquilino.

È quanto ritiene il Consiglio nazionale che, con 106 voti contro 83 e 3 astenuti, ha bocciato l'entrata in materia sul disegno di modifica del diritto di locazione proposto dal Consiglio federale.

La maggioranza non giudica necessario introdurre una simile novità su scala nazionale: il diritto vigente consente già, ai cantoni che lo desiderano, di prevedere tale obbligo, ha ricordato Philippe Bauer (PLR/NE) a nome della commissione. Finora sono sette a farne uso: Nidvaldo, Zugo, Friburgo, Vaud, Neuchâtel, Ginevra e Zurigo.

Per i molti deputati borghesi saliti alla tribuna, la soluzione federalista è la migliore. "I cantoni sanno se è necessario introdurre una misura di questo tipo nel loro territorio", ha ad esempio sostenuto Karl Vogler (PPD/OW).

Dove tale possibilità è stata introdotta, le contestazioni delle pigioni iniziali sono davvero poche, meno di dieci casi all'anno a Zurigo, ha aggiunto l'altro relatore commissionale Hans Egloff (UDC/ZH). La misura, insomma, creerebbe unicamente un carico amministrativo elevato per i locatori senza benefici sostanziali per i locatari, ha aggiunto Egloff, che è pure presidente dell'Associazione svizzera dei proprietari fondiari.

Già oggi i locatari hanno la possibilità di chiedere tutte le informazioni ai proprietari del loro alloggio, ha ricordato Egloff. La proposta vuole dunque solo incitare gli inquilini a contestare gli affitti. "Ma è veramente giusto che sia un tribunale a fissare il loro ammontare?", si è chiesto il democentrista.

La maggioranza di centro-destra crede inoltre che questi "fastidi burocratici" ostacolerebbero gli investimenti nel settore immobiliare. "È meglio favorire la costruzione di alloggi piuttosto che imporre formulari", ha sostenuto Egloff.

Tale assioma è stato fortemente contestato dallo schieramento rosso-verde. "Nel canton Vaud l'obbligo di comunicare l'ammontare della pigione precedente esiste già; malgrado ciò l'Arco lemanico sta vivendo un boom immobiliare", ha fatto notare Carlo Sommaruga (PS/GE), che è anche vicepresidente dell'Associazione svizzeri degli inquilini (ASI).

Per la minoranza la revisione legislativa proposta dal Consiglio federale è quindi essenziale per lottare contro gli affitti troppo elevati. "Non è vero che la misura proposta serve a poco: ha un importantissimo effetto preventivo", ha sottolineato Evi Allemann (PS/BE).

"Malgrado i tassi d'interesse sono siano mai stati così bassi, gli affitti continuano ad aumentare", ha aggiunto la bernese ricordando che le pigioni dal 2008 sono cresciute del 25-30% quando in realtà sarebbero dovute diminuire del 20%.

Il progetto bocciato oggi dal Nazionale - gli Stati devono ancora esprimersi - prevede che ad ogni cambio di locatario, il locatore informi il subentrante sull'ammontare dell'affitto precedente, motivando un eventuale aumento. L'informazione dovrebbe avvenire mediante un modulo standardizzato a livello nazionale.

La mancata o tardiva consegna del formulario ufficiale determinerebbe l'annullamento parziale del contratto di locazione: sarebbe dunque un tribunale a dover determinare l'importo della pigione. Gli aumenti di affitto fondati su ristrutturazioni che determinano un aumento del valore dell'alloggio potranno entrare in vigore nell'anno che segue la firma del contratto solo se il locatario ne è stato informato precedentemente.

La modifica proposta dal Consiglio federale prevede inoltre che la competenza per il rilascio dei moduli ufficiali (compresi quelli per comunicare aumenti e disdette) sia trasferita dai Cantoni alla Confederazione. L'obiettivo è semplificare la gestione dei moduli, in particolare ai locatori attivi in più regioni.

Per comunicare gli adeguamenti delle pigioni sarà inoltre sufficiente la riproduzione meccanica della firma (la cosiddetta "firma in facsimile"). Per gli aumenti delle pigioni scalari invece non sarà più necessario alcun modulo e sarà sufficiente la notifica scritta.

La trasparenza degli affitti fa parte del pacchetto di provvedimenti volti ad attenuare gli effetti della forte immigrazione in Svizzera. Tale misura era stata annunciata dal governo poco prima della votazione sull'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa".

sda-ats

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