CN: più soldi alle radio e televisioni regionali


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Fabio Regazzi

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

La quota del canone radiotelevisivo versata alle emittenti regionali va aumentata. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando una mozione dell'ex deputato Christophe Darbellay (PPD/VS), ripresa da Fabio Regazzi (PPD/TI).

La nuova legge sulla radiotelevisione (LRTV) approvata in votazione nel giugno 2015 prevede che le emittenti radiofoniche e televisive regionali ricevano una quota compresa tra il 4 e il 6%. Tale percentuale attualmente è ancora ferma al 4%, come prevedeva la vecchia legislazione.

Le emittenti regionali hanno assolutamente bisogno di sostegno per poter adempiere il mandato di prestazioni definito nella loro concessione, ha sostenuto Regazzi. Considerato che la SSR non si oppone a un amento della quota del canone a loro versata, è incomprensibile che il Consiglio federale sia contrario a tale incremento, ha aggiunto il ticinese.

La consigliera federale Doris Leuthard, invitando il plenum a bocciare la mozione, ha ricordato che è stato lo stesso Parlamento ad approvare nella legge la forchetta del 4-6%. Il governo ha già previsto un aumento al 5%, un incremento al limite massimo previsto dalla LRTV in così poco tempo è però inopportuno, ha sostenuto, invano, la ministra delle comunicazioni.

Se anche gli Stati approveranno la mozione, il governo dovrà portare al 6% la quota del canone radio-tv versata alle emittenti regionali "in tempi brevi". Le 21 radio e 13 televisioni locali riceveranno così 27 milioni di franchi in più.

SDA-ATS

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