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I Cantoni devono poter continuare per i prossimi tre anni a limitare, a seconda del bisogno, il numero di studi medici. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale con 177 voti contro 7 e 4 astenuti. Il dossier passa agli Stati

Il testo mira a prorogare di tre anni la gestione strategica delle autorizzazioni vigente fino all'estate del 2019. Al momento la limitazione del numero di studi medici è infatti possibile solamente sino al 30 giugno 2016.

Nel 2015 il Consiglio federale aveva sottoposto al Parlamento una proposta per una soluzione duratura, che consentisse ai Cantoni di continuare a gestire il settore ambulatoriale anche dopo la scadenza e a tempo indeterminato. Questo testo era però stato respinto dalle Camere.

"Dopo una decisione irresponsabile ci troviamo ora a dover mettere un cerotto. Gli interessi degli assicuratori hanno prevalso su quelli degli assicurati", ha dichiarato la ticinese Marina Carobbio (PS). "Il tema riguarda particolarmente le regioni di frontiera, toccate dall'apertura di nuovi studi medici". Bisogna intervenire per mantenere alta la qualità e per non far esplodere i costi, per questo motivo il compromesso proposto deve essere approvato.

Anche l'UDC, seppur in modo poco convinto, si è dichiarata favorevole al prolungamento della moratoria. "Di principio siamo contrari a interventi nel libero mercato, e non a caso ci siamo opposti alla soluzione indeterminata proposta dal governo", ha affermato Sebastian Frehner (UDC/BS). Serve più libertà di mercato, ma finché questo non sarà possibile "bisogna prolungare la possibilità di limitazione degli studi medici".

Il consigliere federale Alain Berset, pur sottolineando il disappunto del governo per la mancata approvazione di una soluzione definitiva, ha invitato ad accogliere il prolungamento della moratoria. "Senza norme c'è un'esplosione di medici specialisti", in particolare in regioni di confine come Ginevra o il Ticino, ha detto. "Questo ha importanti conseguenze sui costi" e proprio per questo bisogna intervenire.

sda-ats

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