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Sessione conclusa, tutti a casa! Restano le cartacce.

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

L'estensione della libera circolazione alla Croazia, la riforma della tassazione delle imprese, l'adozione per gli omosessuali del figlio del partner sono stati alcuni dei temi "forti" della sessione estiva delle Camere federali appena conclusasi.

Sessione interrotta per un giorno - il 1° giugno - per permettere ai parlamentari di assistere all'inaugurazione della galleria di base del San Gottardo.

Al termine di lunghi dibattiti e di una conferenza di conciliazione, il Parlamento ha finalmente deciso: il Consiglio federale potrà ratificare il protocollo aggiuntivo che estende alla Croazia l'Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l'Ue, a patto tuttavia che il Governo abbia trovato con Bruxelles una soluzione sull'immigrazione compatibile con "l'ordine giuridico svizzero".

"Sì" insomma alla ratifica, ma nel rispetto di quell'articolo 121a della Costituzione federale accolto dal popolo il 9 di febbraio del 2014 che prevede restrizioni alla libera circolazione mediante l'istituzione di contingenti e tetti massimi, nonché la preferenza nazionale.

Prima del voto, Verdi liberali e PPD hanno espresso insoddisfazione per le condizioni poste dal Parlamento alla ratifica, giudicando che metta in pericolo la partecipazione dei ricercatori svizzeri al programma di ricerca europeo Orizzonte 2020 (i due temi sono infatti collegati). L'UDC ha giudicato la formulazione scelta troppo "vaga": un modo "raffinato" di aggirare la volontà popolare e la Costituzione.

Adozione anche per omosessuali

Senza suscitare troppo clamore, a differenza di quanto accaduto nei Paesi confinanti, il Parlamento ha deciso che in futuro, referendum permettendo (gli ambienti conservatori hanno già annunciato battaglia, n.d.r.), anche le coppie omosessuali e i concubini potranno adottare i figli del partner. Come attualmente sarà necessario il consenso dell'altro genitore biologico, a meno che sia sconosciuto, assente da molto tempo o incapace di intendere.

Le nuove disposizioni contemplano anche un allentamento delle condizioni generali d'adozione: L'età per adottare passa dagli attuali 35 anni a 28. La durata minima del matrimonio da 5 anni a 3, lasso di tempo che varrebbe anche per i partner registrati e i concubini. Inoltre, non vi è più un'età massima. I genitori biologici potranno ricevere informazioni sul bambino dato in adozione, sempre che quest'ultimo acconsenta a tale richiesta una volta maggiorenne.

Fisco imprese, un progetto atteso ma contestato

Nel corso della sessione, e a un ritmo più celere del solito, il Parlamento ha adottato anche la terza riforma della tassazione delle imprese, riforma che risponde alla prossima soppressone degli statuti fiscali privilegiati - contestati a livello internazionale - che determinati Cantoni concedono alle società holding.

Per preservare la concorrenzialità fiscale della Svizzera, evitando la partenza di importanti società, le Camere hanno adottato tutta una serie di alleggerimenti fiscali.

Prima del voto, la sinistra ha ribadito di voler lanciare il referendum contro una riforma giudicata "un'eresia in materia di giustizia fiscale". PS e Verdi hanno denunciato mancati introiti fiscali per 2,5 miliardi di franchi in totale. Un simile "buco" nella casse statali avrà conseguenze sui servizi resi alla popolazione.

La maggioranza "borghese" ha giudicato invece la riforma "equilibrata", in cui si tiene conto anche dei timori dei Cantoni per quanto riguarda le perdite fiscali.

Moratoria dei medici da luglio

Bocciata lo scorso dicembre, la moratoria sull'apertura di nuovi studi medici ha rifatto capolino in Parlamento, dopo che molti Cantoni - temendo un forte incremento dei costi sanitari - hanno reagito con stizza al voto dello scorsa sessione invernale

Grazie a una legge urgente, i Cantoni potranno continuare per i prossimi tre anni a limitare, a seconda del bisogno, il numero di studi medici.

Cittadini Ue, niente più segreti per il fisco

Nonostante l'opposizione dell'UDC, le Camere federali hanno approvato lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale tra Berna e Bruxelles. Dal 2018, i cittadini dell'Unione europea non potranno quindi più celare nei forzieri delle banche svizzere i propri averi.

Stando all'accordo, saranno trasmessi il numero di conto, il nome, l'indirizzo, la data di nascita, il numero d'identificazione fiscale, gli interessi e i dividenti, i redditi di certi contratti d'assicurazione, il saldo del conto e i redditi dalla vendita di attivi finanziari. Non sarà invece fornito automaticamente alcun dato su particolari transazioni.

Gli accordi sono completati da una dichiarazione congiunta in cui le parti perseguono un'entrata in vigore per il primo gennaio 2017: Berna intende raccogliere i dati nel 2017 e scambiarli per la prima volta nel 2018.

L'intesa tra la Confederazione e l'Ue riprende integralmente lo standard globale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sullo scambio automatico di informazioni. L'accordo è reciproco.

sda-ats

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