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Un'immagine del luogo dell'incidente (foto d'archivio).

KEYSTONE/SIGI TISCHLER

(sda-ats)

La collisione fra un minibus e un treno che nell'agosto del 2014 aveva causato tre morti a Wolfenschiessen (NW) è stata provocata da un errore umano. Lo ha stabilito l'indagine realizzata dal Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI), resa nota oggi.

Secondo le conclusioni del SISI, giunto nei pressi di un passaggio a livello l'autista del minibus, il quale non conosceva bene la regione, non si sarebbe accorto del treno che si stava avvicinando.

Il SISI non ha per contro rilevato alcun guasto tecnico sui due mezzi di trasporto implicati nel sinistro e ha anche potuto accertare come il conducente del furgone non avesse bevuto o assunto sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida.

Non vi è stata invece alcuna responsabilità da parte del macchinista, che aveva correttamente segnalato acusticamente la propria presenza. I due veicoli circolavano parallelamente: una volta giunto al passaggio a livello però, il minibus ha svoltato, incrociando il percorso del treno, al quale non è bastato azionare il freno d'emergenza per evitare la collisione.

A bordo del minibus vi erano otto turisti israeliani, intenzionati a visitare una vicina cascata. Tre di essi avevano perso la vita nell'incidente, mentre gli altri cinque erano rimasti gravemente feriti.

Lo scontro era avvenuto circa 2,5 chilometri a sud della stazione di Wolfenschiessen. In quel punto, i binari della Zentralbahn - compagnia alla quale apparteneva il convoglio coinvolto - corrono a fianco della strada cantonale per Engelberg (OW), dalla quale se ne diramano diverse altre secondarie. Queste attraversano la ferrovia su passaggi a livello che all'epoca dei fatti erano equipaggiati solo con una croce di Sant'Andrea e dunque senza barriere. Attualmente invece, il luogo è sorvegliato.

SDA-ATS