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Il comparto alimenti, bevande e tabacco è però progredito

/KEYSTONE/Christian Beutler

(sda-ats)

Vendite nei negozi svizzeri in frenata pure in marzo: rispetto allo stesso mese del 2015 il giro d'affari del commercio al dettaglio è diminuito dell'1,3% in termini reali.

Prosegue quindi la fase negativa che dura quasi ininterrottamente dal gennaio 2015, mese dell'abbandono della soglia di cambio minimo euro/franco da parte della Banca nazionale svizzera.

Stando ai dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica, l'unico mese in contro tendenza è stato luglio 2015 (+1,1%). Tutti gli altri presentano variazioni che vanno dal -2,6% di febbraio 2015 al -0,3% di gennaio 2016, quando probabilmente ha cominciato a farsi sentire anche l'effetto base.

Tornando al dato di marzo a livello nominale, vale a dire senza l'effetto delle correzioni apportate per compensare i diversi giorni di vendita e le festività, la flessione subita è stata del 2,4%. Rispetto a febbraio e al netto delle variazioni stagionali si è assistito a una flessione dello 0,3% reale e dello 0,1% nominale.

Scendendo nei dettagli al netto dei carburanti il fatturato in marzo è calato - in confronto a dodici mesi prima - dell'1,4% tenuto conto delle correzioni dei giorni, mentre a livello nominale si è contratto del 2,1%. Il comparto alimenti, bevande e tabacco è progredito dell'1,6% in termini reali, mentre quello non alimentare è diminuito del 3,8%; a livello nominale le variazioni sono rispettivamente del +1,5% e del -5,7%.

Paragonato a febbraio l'insieme del commercio al dettaglio senza carburanti è risultato in diminuzione dello 0,4% (-0,3% nominale), con flessioni sia per gli alimentari (-0,1% reale, -0,3% nominale), sia per il settore non alimentare (-1,6% sia reale che nominale).

sda-ats

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