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Impennata del commercio estero in aprile: sono cresciute sia le esportazioni, del 6,2% correggendo i dati tenendo conto dei giorni lavorativi, sia le importazioni, dell'8,2%.

A trainare gli scambi sono stati in particolare i prodotti farmaceutici. Male per contro il settore orologiero, che ha visto l'export calare ulteriormente.

Stando ai dati diffusi oggi dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD) le esportazioni in aprile si sono attestate a 18,0 miliardi di franchi, con una progressione dell'11,5% senza considerare i diversi giorni festivi. È il quarto aumento mensile consecutivo, sottolinea l'AFD.

Le importazioni hanno totalizzato 15,5 miliardi di franchi. L'incremento è del 13,6%. La bilancia commerciale chiude con un'eccedenza di 2,5 miliardi di franchi.

Analizzando i dati in dettaglio il quadro si fa meno favorevole. A stimolare l'export è stato infatti essenzialmente il comparto chimico e farmaceutico, con un aumento su base annua (dati corretti in relazione ai giorni lavorativi) del 23,5%, una progressione pari a 1,6 miliardi di franchi.

In positivo sono anche i settori del tessile (+4,1%), delle materie plastiche (3,0%), delle derrate alimentari (+2,1%), degli strumenti di precisione (+2,0%) e dei metalli (+0,7%). Arretra invece il secondo ramo più importante dell'export elvetico, quello delle macchine (-3,2%, pari a -88 milioni).

Soffrono anche carta e prodotti grafici (-4,3%) e gioielli (-8,1%), ma il passo indietro maggiore è quello che riguarda l'orologeria: -15,2%, vale a dire 293 milioni in meno dell'aprile 2015. È l'undicesimo mese consecutivo che il settore presenta il segno meno: e a preoccupare è il fatto che dall'inizio dell'anno l'arretramento si stia facendo più intenso.

La domanda di merci elvetiche è stata assai diversa a seconda dei continenti. Hanno brillato l'Europa (+8%) e il Nord America (+14%), con in particolare evidenza la Germania (+582 milioni grazie ai prodotti chimici e farmaceutici) e gli Stati Uniti (+365 milioni). In controtendenza si sono rivelate invece Asia e America del Sud (entrambe -3%), con disparità assai forti a seconda dei paesi: Giappone (+42%) e Singapore (+38%) danno prova di dinamismo, mentre Cina (-26%) e Hong Kong (-21%) frenano sensibilmente.

Anche sul fronte delle importazione a dare il tono sono stati i prodotti chimici e farmaceutici (+28,7%, +1025 milioni). In forte crescita sono anche i veicoli (+14,9%, +242 milioni). Scende per contro notevolmente l'import di gioielli (-12,7%) e di prodotti energetici (-27,9%, -217 milioni).

La crescita delle importazioni ha interessato soprattutto l'UE (+849 milioni) e gli Usa (+476 milioni). L'Asia mostra un calo del 2%, con l'importante eccezione del Vietnam (+53%).

sda-ats

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