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"Il continente europeo è in una situazione molto pericolosa e negli ultimi tre anni si è assistito a un deterioramento della libertà di stampa ed espressione e dell'efficienza, imparzialità e indipendenza della giustizia".

A lanciare l'allarme è il segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, nel suo terzo rapporto sullo stato della democrazia, dei diritti umani e dello stato di diritto che fotografa la situazione nei 47 Stati membri.

A mettere in pericolo il continente, afferma Jagland, sono le continue e crescenti crisi, da quella migratoria a quella economica, il terrorismo e i conflitti tra Stati, e le risposte che a queste sfide stanno dando i governi.

Il segretario generale osserva una "pericolosa tendenza verso il nazionalismo legislativo", intendendo Stati che adottano leggi che rischiano di non essere in linea con gli standard internazionali, e che può "trasformarsi velocemente in nazionalismo politico".

Per quanto riguarda invece il deterioramento della giustizia e la libertà di stampa "sono i dati raccolti nel rapporto e basati sul monitoraggio effettuato dagli organismi del Consiglio d'Europa a parlare" rileva Jagland. Su 47 Stati membri solo 28 assicurano l'indipendenza della magistratura a livelli soddisfacenti, mentre per 13 il livello è insoddisfacente ma stabile e per altri 6 è insoddisfacente e sta deteriorando. La situazione peggiora quando si guarda all'efficienza del sistema giudiziario. Solo 20 Stati risultano a un livello soddisfacente.

E sul fronte della libertà di stampa la situazione è ancora peggiore. Ad assicurare l'incolumità dei giornalisti in maniera soddisfacente sono solo quattordici Stati, mentre 18 li proteggono da un'applicazione arbitraria delle leggi, e solamente otto assicurano soddisfacentemente l'indipendenza dei media.

sda-ats

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