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L'iniziativa popolare "Per un equo finanziamento dei trasporti" (detta anche iniziativa della "vacca da mungere") porterebbe un buco miliardario nelle già logorate casse della Confederazione.

Rappresentanti di sei gruppi parlamentari e numerose organizzazioni vogliono evitare questa "razzia".

Se i profitti provenienti dall'imposta sugli oli minerali verranno utilizzati solo per la manutenzione della rete stradale, mancheranno annualmente 1,5 miliardi di franchi per la formazione, l'agricoltura o i trasporti pubblici, avverte l'Alleanza dei contrari oggi a Berna, in cui sono rappresentati PS, PLR, PPD, Verdi, Verdi liberali, Partito borghese democratico e Partito evangelico così come associazioni dei trasporti, dell'ambiente, dei contadini e sindacati.

La consigliera di Stato turgoviese PPD Brigitte Häberli-Koller ricorda la già difficile situazione finanziaria della Confederazione. Secondo il programma di stabilizzazione dall'anno prossimo devono essere risparmiati ogni anno 1,5 miliardi di franchi. Non è realizzabile, afferma Häberli-Koller citata in una nota.

Secondo i contrari, il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) è la migliore soluzione. Le delibere del Consiglio degli Stati indicano che vengono impiegati ogni anno 700 milioni di franchi supplementari dalle casse statali per le strade. Formalmente, non si tratta di un controprogetto. Nella camera dei cantoni si parlava tuttavia di "una mezza vacca da mungere".

La consigliera nazionale bernese PS e presidente dell'Associazione traffico e ambiente (ATA) Evi Allemann si oppone all'immagine dei promotori di un automobilista dipinto come "una vacca da mungere della nazione". Parla di una truffa: l'imposta sugli oli minerali non è mai stata aumentata negli ultimi vent'anni. E già ora la gran parte delle imposte del rincaro della benzina e della vignetta autostradale fluiscono nel traffico stradale, secondo Allemann.

L'iniziativa, su cui si voterà il prossimo 5 giugno, chiede di utilizzare per le strade tutto l'importo dell'imposta sugli oli minerali (circa 3 miliardi di franchi nel 2013) per ovviare alle difficoltà di finanziamento delle strade. Attualmente, la metà di questi introiti - 1,5 miliardi - confluisce nella cassa generale della Confederazione.

Consiglio federale, Parlamento e Cantoni respingono l'iniziativa. Secondo il ministro delle finanze Ueli Maurer se l'iniziativa venisse approvata mancherebbero già l'anno prossimo quasi 400 milioni di franchi nella formazione, 300 milioni nell'esercito e 200 milioni nell'agricoltura.

L'impulso per l'iniziativa è arrivato dalle lobby della strada, ma nel comitato dei promotori siedono anche parlamentari del PLR, PPD e UDC. Anche il TCS e l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) supportano il testo.

sda-ats

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