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Le autorità fiscali tedesche possono effettuare perquisizioni basandosi su dati bancari contenuti in CD ottenuti illegalmente. Lo ha deciso la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) di Strasburgo.

La corte in relazione a un caso risalente al 2008 - ha deciso oggi che l'uso di tali informazioni non ha violato il diritto alla protezione della sfera privata.

Il ricorso è stato presentato da una coppia tedesca, il cui appartamento fu all'epoca perquisito nell'ambito di una procedura fiscale avviata sulla base di dati bancari acquistati dall'agenzia d'intelligence tedesca "Bundesnachrichtendienst" dal Liechtenstein. Un collaboratore bancario aveva in precedenza copiato illegalmente le informazioni.

La coppia fu poi assolta per mancanza di prove. Il suo ricorso costituzionale contro la perquisizione venne però respinto dalla Corte suprema tedesca di Karlsruhe che nel 2010 ha approvato l'uso di CD contenenti dati bancari rubati.

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SDA-ATS