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Un'immagine della sala durante l'assemblea

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

Nonostante molti interventi critici gli azionisti di Credit Suisse hanno approvato oggi il rapporto sulle remunerazioni della dirigenza: la quota di sì è stata del 79,3%, superiore a quella dei due terzi dell'anno scorso.

Ancora più ampio (rispettivamente 94,8% e 86,4%) è stato il consenso al rapporto d'esercizio e al discarico del consiglio di amministrazione. Su quest'ultimo punto la fondazione Ethos aveva raccomandato il no.

Poco prima del voto, Thomas Minder aveva duramente criticato la dirigenza di Credit Suisse: il fatto che la banca "in un anno disastroso versi ancora dei bonus è la più grande sfacciataggine possibile", ha detto il padre dell'iniziativa sui salari abusivi all'assemblea generale di Zurigo svoltasi all'Hallenstadion di Zurigoalla presenza di 1600 azionisti.

"Anche il ladro non può tenersi il bottino", ha affermato il consigliere agli Stati sciaffusano. L'imprenditore ha invitato gli azionisti a respingere il rapporto sulle remunerazioni e negare il discarico al consiglio di amministrazione.

Secondo Minder è incredibile che nessuno in seno all'istituto voglia assumersi la responsabilità per quanto successo. Dirigere un'impresa significa dare il buon esempio, ha detto. A suo avviso invece presso Credit Suisse sussiste l'abitudine a defilarsi: gli ex manager Lukas Mühlemann, Walter Kielholz e Peter Brabeck sono spariti quando sono emersi problemi.

Credit Suisse nel 2015 ha subito una perdita di 2,9 miliardi di franchi; nel solo quarto trimestre il rosso è stato di 5,8 miliardi. Il CEO Tidjane Thiam per sei mesi di lavoro - è in carica dal primo luglio - ha ricevuto 18,9 milioni di franchi, fra retribuzione vera e propria e compensazione per aver cambiato datore di lavoro.

sda-ats

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