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Il leader della formazione centrista e populista Most Bozo Petrov.

KEYSTONE/EPA/STRINGER

(sda-ats)

In Croazia alle 7.00 (stessa ora in Svizzera) si sono aperti i seggi per le elezioni politiche anticipate.

I due principali schieramenti - il centrosinistra guidato dall'ex premier Zoran Milanovic e il centrodestra che fa capo all'eurodeputato Andrej Plenkovic - sono praticamente appaiati. Una situazione questa che fa temere un esito analogo a quello delle precedenti elezioni del novembre scorso, seguite da una totale impasse e da una lunga crisi politica sfociata nella caduta del governo conservatore dopo soli cinque mesi.

I seggi chiuderanno alle 19.00, e subito dopo saranno diffusi gli exit poll. Gli elettori sono 3,8 milioni, chiamati a scegliere i 151 deputati del Sabor, il parlamento monocamerale della Croazia dove vige lo sbarramento al 5%.

Con socialdemocratici e conservatori dati entrambi dagli ultimi sondaggi intorno al 30-35% dei consensi, si prospetta una battaglia all'ultimo voto. Se l'esito dovesse essere sul filo del rasoio, ago della bilancia per la formazione del nuovo governo - come accaduto dieci mesi fa - potrebbe essere la nuova formazione centrista e populista Most (Il ponte) guidata da Bozo Petrov e emersa come terza forza politica del Paese. Alcuni non escludono una grande coalizione fra i due principali schieramenti.

La campagna elettorale, più che dai programmi e dalle promesse elettorali, è stata dominata da rigurgiti di carattere etnico e nazionalistico e da un duro scontro con la Serbia sulle responsabilità dei conflitti armati degli anni novanta, con accuse reciproche di scarsa democrazia e autoritarismo e note di protesta quasi quotidiane.

sda-ats

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