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Nella crisi politica che ha portato giovedì scorso alla sfiducia al governo di Tim Oreskovic, il parlamento croato ha deciso oggi di auto-dissolversi, con decorrenza il prossimo 15 luglio, spianando la strada ad elezioni anticipate in settembre.

La data è stata spostata di quasi un mese sulle previsioni, per evitare che le elezioni anticipate, le prime nella storia della Croazia, potessero tenersi a luglio o ad agosto. Ora spetta alla presidente della Repubblica, Kolinda Grabar Kitarovic, stabilire la data esatta, molto probabilmente il 4 o l'11 settembre.

I sondaggi vedono in vantaggio il centrosinistra dell'ex premier Zoran Milanovic, ma non al punto da assicurargli una comoda maggioranza che gli permetterebbe di formare un governo senza alleanze post-elettorali. Il centrodestra, invece, si trova in una situazione delicatissima, costretto a presentarsi davanti agli elettori dopo il fallimento del governo di Oreskovic e con il proprio leader, Tomislav Karamarko, coinvolto in un imbarazzante caso di conflitto d'interessi.

Sono per questo sempre più insistenti le voci secondo cui Karamarko sarà costretto a rinunciare a guidare la destra alle elezioni, che nelle prossime settimane dovrà probabilmente trovare un nuovo candidato premier.

sda-ats

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