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Dopo l'assoluzione in primo grado dell'ultranazionalista serbo Vojislav Seselj dalle accuse di crimini di guerra da parte del Tribunale penale del Aia (Tpi), la Croazia lo ha dichiarato persona non grata vietandogli per i prossimi 20 anni l'ingresso nel Paese.

Secondo l'opinione unanime della politica e della società croata, Seselj si è reso responsabile in Croazia di alcuni dei più atroci eccidi e massacri nelle guerre degli anni Novanta.

La decisione sul divieto all'ingresso nel Paese è stata presa dal ministero degli Interni croato in base alla legge sugli stranieri e le regole di Schengen, ed è valida per i prossimi vent'anni, il massimo consentito.

Intanto, secondo la stampa, la magistratura croata sta studiando la sentenza del Tpi e altri documenti giudiziari relativi alle attività di Seselj in territorio croato negli anni Novanta, per eventualmente aprire un'indagine per crimini di guerra a suo carico. Già dal 1995 esiste un atto d'accusa contro Seselj in Croazia.

sda-ats

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