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Le nuove disposizioni della legge sulla cittadinanza, che entreranno in vigore il primo gennaio 2018, prevedono già la revoca della nazionalità ai jihadisti svizzeri con doppio passaporto che hanno volontariamente combattuto all'estero.

Non è quindi necessario procedere a un'ulteriore modifica legislativa, come chiesto da una mozione di Marco Romano (PPD/TI).

Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, con 30 voti contro 12, affossando l'atto parlamentare depositato nel settembre 2014 dal consigliere nazionale ticinese.

La nuova legislazione prevede già la revoca della nazionalità in caso di gravi crimini nell'ambito di attività terroristiche, estremismo violento o criminalità organizzata, ha ricordato Andrea Caroni (PLR/AR) a nome della commissione. L'obiettivo della mozione sarà quindi raggiunto nel 2018 con l'entrata in vigore della nuova normativa.

Il "senatore" Thomas Minder (indipendente/SH) ha tentato invano di difendere l'atto parlamentare, ritenendo la revoca immediata del passaporto sia il solo mezzo per distogliere i jihadisti binazionali dai loro intenti criminali.

Nel settembre scorso, il Nazionale - contro il parere governativo - aveva accettato la mozione Romano con 108 voti contro 79 e 6 astenuti. In quell'occasione, la Camera del popolo aveva riconosciuto la minaccia jihadista e la necessità di adottare misure di protezione.

SDA-ATS