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Alain Berset agli Statiu durante il dibattito

KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE

(sda-ats)

I genitori che lavorano devono spendere meno per la custodia dei figli da parte di terzi. Il Consiglio degli Stati ha accolto oggi con 23 voti a 15 e 5 astensioni un progetto del governo che prevede lo stanziamento di 100 milioni di franchi per cinque anni.

L'oggetto va al Nazionale.

L'incarto è diviso in due parti: da un lato i Cantoni saranno sostenuti con 82,5 milioni di franchi affinché assieme ai Comuni possano aumentare i sussidi a favore degli asili nido. Dall'altro, sarà versato un massimo di 14,3 milioni per adeguare l'offerta di servizi di custodia ai bisogni dei genitori.

In un primo tempo la commissione preparatoria proponeva di respingere il testo. In dicembre il Consiglio degli Stati ha però seguito un'altra strada e accettato, con 24 voti a 19, l'entrata in materia.

Attualmente i costi sono troppo elevati e l'offerta di presa a carico dei bambini non corrisponde più ai bisogni dei genitori, che hanno orari di lavoro irregolari, ha rilevato a nome della commissione Anne Seydoux-Christe (PPD/JU).

In questo settore, ha spiegato il ministro dell'interno Alain Berset, "il sostegno dei poteri pubblici è minore rispetto ai paesi vicini, ciò che rende più difficile lavorare, anche a tempo parziale, poiché i soldi guadagnati finiscono spesi nella cura dei figli".

L'importo degli aiuti sarà tanto più alto quanto più i sussidi cantonali e comunali - attualmente pari a 750 milioni - saranno incrementati sui loro territori. I soldi investiti devono permettere di rendere accessibili a tutte le tasche i posti di custodia dei bambini, ha rilevato Berset.

UDC e PLR avrebbero voluto impedire al governo di prolungare la legge passati cinque anni. Il plenum ha però respinto di misura la proposta di minoranza. Lo schieramento borghese non è riuscito nemmeno a imporre un tetto massimo di spesa di 50 milioni di franchi. I "senatori" hanno respinto con 23 voti a 17 una richiesta in tal senso.

SDA-ATS