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KEYSTONE/MANUEL LOPEZ

(sda-ats)

In futuro sarà possibile prorogare i Contratti normali di lavoro (CNL), che fissano salari minimi nei settori dove sono stati rilevati casi di dumping.

Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati approvando, con 30 voti contro 14 e un astenuto, la revisione della Legge sui lavoratori distaccati.

Il testo, già accolto dal Nazionale, dà ai cantoni l'autorizzazione di prolungare i CNL nei casi in cui si potrebbero ripetere abusi al momento della scadenza senza avviare una complicata e costosa procedura.

Si tratta di una delle misure di accompagnamento alla libera circolazione che permette ai cantoni di introdurre per un certo periodo salari minimi nei settori dove sono stati constatati abusi salariali gravi e ripetuti.

La maggioranza della commissione avrebbe però voluto una versione più restrittiva nella quale la proroga sarebbe stata concessa solo in presenza di nuovi abusi e solo se vi è il sospetto che potessero nuovamente ripetersi.

"Rendendo troppo facile la proroga dei CNL, si corre il rischio che vengono applicati salari minimi senza che vi sia la prova del dumping salariale", ha sostenuto il relatore commissionale Pirmin Bischof (PPD/SO). "Prolungare i CNL solo sulla base di indizi rappresenta un problema dal punto di vista giuridico", ha aggiunto Karin Keller-Sutter (PLR/SG).

Contro tale proposta più restrittiva si è fortemente battuto un agguerrito Filippo Lombardi (PPD/TI): "in Ticino sono tutti d'accordo, economia e partner sociali vogliono prolungare i CNL senza ostacoli burocratici", ha sottolineato più volte il "senatore" popolare democratico.

La duplice condizione proposta dalla commissione è difficilmente applicabile, ha sostenuto il ticinese. Sarà ad esempio necessaria una analisi approfondita del mercato per verificare se potranno esserci nuovamente casi di dumping salariale. "Ma sappiamo che ci saranno, come l'amen in chiesa", ha detto Lombardi.

La situazione in Ticino, dove sono in vigore 16 di questi contratti, è completamente diversa da quella esistente nella Svizzera nordalpina, ha poi aggiunto Fabio Abate (PLR/TI) rivolgendosi direttamente ai colleghi.

Gli Stati hanno anche seguito il Nazionale per quel che concerne l'ammontare delle multe massime per i datori di lavoro che violano le condizioni lavorative e salariali minime previste dalle misure di accompagnamento: passeranno da 5'000 a 30'000 franchi.

La sanzione è destinata principalmente ai datori di lavoro stranieri che operano in Svizzera con personale distaccato e che non rispettano le condizioni lavorative e salariali elvetiche, ma ha ripercussioni anche sulle imprese con sede in Svizzera che violano le disposizioni. Ci sarà inoltre la possibilità di vietare alle imprese estere di operare in Svizzera per un periodo da uno a cinque anni.

Avendo già deciso di ancorare la questione della proroga dei CNL nella legge, il Consiglio degli Stati ha poi deciso di archiviare il disegno governativo sulle stesso tema. La revisione della Legge sui lavoratori distaccati torna invece al Consiglio nazionale per l'esame delle divergenze.

sda-ats

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