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Migranti nei centri di pre-registrazione all'aeroporto di Atene.

KEYSTONE/EPA ANA-MPA/SIMELA PANTZARTZI

(sda-ats)

La Svizzera deve aiutare maggiormente dal punto di vista logistico e finanziario i Paesi dell'Unione europea particolarmente colpiti dalla crisi migratoria, come l'Italia e la Grecia.

Lo ha deciso oggi - con 25 voti contro 17 - il Consiglio degli Stati, accogliendo una proposta in tal senso del gruppo dei Verdi.

La commissione preparatoria avrebbe voluto stralciare questo punto perorato dai deputati ecologisti. "Ciò darebbe un falso segnale dal punto di vista politico", ha sostenuto invano il "senatore" Peter Föhn (UDC/SZ).

Dal canto suo, la sinistra e il PPD hanno sottolineato come sia davvero nell'interesse della Svizzera che il sistema di Schengen/Dublino funzioni. "Occorre assolutamente aiutare l'Italia a registrare i richiedenti asilo se non si vuole un afflusso ancor più massiccio alla frontiera con la Svizzera", ha rilevato Pirmin Bischof (PPD/SO).

Come il Nazionale lo scorso dicembre, anche gli Stati hanno quindi accolto questa proposta.

La Camera del popolo aveva pure approvato - con 122 voti contro 69 - un altro punto difeso dai deputati ecologisti, ovvero un potenziamento considerevole e rapido in loco per i rifugiati della crisi siriana. Oggi, con 26 voti contro 16, i "senatori" hanno però bocciato questa richiesta.

Stando alla consigliera federale Simonetta Sommaruga, questa decisione non cambia nulla dal punto di vista della Confederazione, per la quale gli aiuti in loco restano prioritari. Il 6 marzo 2015 il Consiglio federale aveva già deciso di aumentare il suo contributo in favore delle vittime del conflitto siriano, ha sottolineato la ministra socialista.

Oltre ai 128 milioni di franchi già erogati dall'inizio della guerra nel 2011, un contributo supplementare di 50 milioni è stato sbloccato nel quadro dell'aiuto umanitario destinato alla Siria e ai Paesi limitrofi (Libano, Giordania, Iraq e Turchia), ha precisato Sommaruga.

Oggi il Consiglio degli Stati ha sostenuto un'altra rivendicazione della sinistra. Ha infatti accolto - con 29 voti contro 9 - una mozione della consigliera nazionale Martina Munz (PS/SH), che chiedeva di concedere ai rifugiati la possibilità di seguire una formazione al fine di integrarsi in maniera durevole sul mercato del lavoro.

Secondo la socialista, il Consiglio federale deve sfruttare meglio il potenziale di integrazione dei rifugiati e delle persone ammesse a titolo provvisorio dispensando le competenze necessarie per un determinato impiego.

Il governo aveva già deciso nel dicembre 2015 di lanciare un programma pilota di quattro anni a partire dal 2018, che dovrà consentire ai rifugiati di ottenere una formazione continua. Il programma punta inoltre a un apprendimento precoce della lingua locale da parte dei migranti, ha spiegato Sommaruga.

Gli Stati hanno, infine, bocciato tacitamente un'iniziativa del canton San Gallo che mira a garantire la sicurezza nonostante l'afflusso di rifugiati alla frontiera.

Secondo i "senatori", gli effettivi del Corpo delle guardie di confine sono già stati rafforzati. Inoltre, altre esigenze che mirano a rafforzare la politica di sicurezza riguardano le autorità di esecuzione e non il Parlamento.

sda-ats

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