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La Confederazione non pianifica i suoi sistemi informatici a medio termine e il loro sviluppo è così lungo che la tecnologia usata risulta spesso obsoleta al momento dell'attivazione. Sono queste alcune critiche mosse dalla Delegazione delle finanze del Parlamento.

Nel suo rapporto annuale viene citato l'esempio del progetto Polycom. Si tratta di una rete nazionale di radiocomunicazione usata da guardie di confine, polizie cantonali, pompieri, organizzazioni di salvataggio, protezione civile e formazioni ausiliarie dell'esercito per comunicare direttamente tra loro aggiornandosi costantemente in caso di eventi di vasta portata.

In gennaio la delegazione di controllo parlamentare è venuta a sapere che l'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) aveva aggiudicato tramite trattative private - senza quindi alcun concorso - un appalto da 325 milioni di franchi per il mantenimento dell'efficienza del sistema.

Il contratto, concluso in gennaio con la società Atos, è relativo a programmi informatici e antenne. Deve garantire il funzionamento della rete fino al 2030. Secondo l'UFPP, Atos è la sola azienda a proporre la tecnologia adeguata e a disporre di una licenza idonea.

Le spiegazioni fornite a riguardo sono "a prima vista ragionevoli", ha indicato in conferenza stampa a Berna la presidente della delegazione, la consigliera nazionale Anita Fetz (PS/BS). Visto che sono stati necessari 20 anni per far funzionare la rete Polycom in tutti i cantoni, il sistema che ne risulta è obsoleto.

La Confederazione avrebbe dovuto pianificare molto prima gli adeguamenti necessari. La delegazione raccomanda quindi al Dipartimento federale della protezione delle popolazione (DDPS) di "analizzare in modo rapido e completo come si sia potuti giungere a questa situazione". In un classico progetto federalista, che vede coinvolte numerose componenti, le competenze e le responsabilità devono essere chiaramente definite, ha aggiunto Fetz.

La necessità di uno sviluppo di Polycom è nota da tempo. Nell'estate del 2015 l'investimento previsto a tale scopo era di 100 milioni di franchi. Da allora sono state apportate alcune modifiche al progetto. In marzo il Consiglio federale ha pertanto chiesto un credito aggiuntivo di 13,8 milioni.

Anche l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) dovrà affrontare una sfida informatica. Era stato previsto un credito di 300 milioni di franchi per ammodernare il sistema utilizzato, ma per misure di risparmio il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha ridotto i fondi. Ora la Delegazione delle finanze teme che non si possa procedere a un aggiornamento in tempo, a causa di una mancata pianificazione a medio termine.

L'organo di vigilanza parlamentare insiste nel proporre una centralizzazione del controllo della gestione, in particolare per quanto riguarda i progetti più importanti. Secondo Fetz, il Consiglio federale non ha ancora realizzato che l'ambito informatico è di capitale importanza per la sicurezza del Paese.

Il governo ha impiegato troppo tempo anche per reagire alle irregolarità emerse alla Fondazione per gli immobili delle organizzazioni internazionali (FIPOI). È stato necessario far pressione affinché il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), temendo un danno d'immagine, congedasse il direttore, ha rilevato Fetz. Anche il presidente del Consiglio di fondazione è cambiato.

Infine, per la Delegazione delle finanze "non è comprensibile né accettabile che membri dei quadri che in modo così evidente non hanno svolto adeguatamente i loro compiti non siano stati subito licenziati e che anzi siano state loro versate generose prestazioni previdenziali."

sda-ats

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