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La malattia va affrontata il prima possibile.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Scarpe nel frigorifero, würstel nel portaspazzolino e così via: mettere le cose nel posto sbagliato può essere un primo sintomo di demenza. L'Associazione Alzheimer e Pro Senectute invitano a non sottovalutare comportamenti simili in una campagna di sensibilizzazione.

Una diagnosi precoce e un sostegno adeguato, infatti, "aiutano a convivere serenamente con la demenza", affermano le due organizzazioni, sottolineando che attualmente la malattia "non si può guarire, ma si può curare". Purtroppo, aggiungono, la popolazione è poco informata e non sa bene come gestire la malattia né come comportarsi con le persone colpite. Sul sito www.memo-info.ch sono disponibili informazioni dettagliate al riguardo.

Molte persone - rilevano l'Associazione Alzheimer e Pro Senectute - evitano di rivolgersi a un medico, per paura di affrontare la realtà o perché sottovalutano i segnali d'allarme. Così facendo perdono tempo prezioso che sarebbe stato utile per intraprendere un percorso terapeutico e imparare a gestire la malattia in modo consapevole. Per mantenere una buona qualità di vita, le terapie "vanno affiancate da un interesse partecipe": è importante che le persone colpite dalla demenza e i loro congiunti si informino, conoscano le limitazioni dovute alla malattia e si attivino per trovare un sostegno adeguato.

I nuovi temi della campagna mostrano situazioni irritanti che possono verificarsi nella vita quotidiana: un oggetto collocato nel posto sbagliato, ad esempio una pila di piatti nell'armadio, è una nota stonata che rovina l'armonia abituale. Episodi come questi sono all'ordine del giorno per chi è affetto da demenza allo stadio iniziale e per i rispettivi congiunti. La campagna invita a prendere sul serio questi segnali. Il messaggio trasmesso è "Informarsi vale la pena".

La demenza non comporta sfide solo per i malati e i loro congiunti, ma anche per l'intera società, rilevano ancora le due organizzazioni promotrici della campagna. Con il progressivo invecchiamento della popolazione aumenta anche il numero di persone colpite da demenza: oggi sono 119'000, nel 2050 si arriverà probabilmente a 300'000. Sia il nostro sistema sanitario che la società in generale devono prepararsi ad affrontare questo problema, avvertono l'Associazione Alzheimer e Pro Senectute.

sda-ats

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