Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La digitalizzazione del lavoro porta a malanni

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Problemi di insonnia, emicranie, mal di schiena, conflitti con la famiglia ed esaurimento: la digitalizzazione del lavoro ha molti effetti secondari indesiderabili, mostra un'indagine svolta recentemente in Germania dall'Università di San Gallo.

I ricercatori indicano però anche come fargli fronte.

La digitalizzazione è ormai presente, in gradi diversi, in ogni ambito lavorativo, secondo il direttore dello studio Stephan Böhm, citato in una nota dell'ateneo.

Quasi una persona su quattro degli oltre 8'000 dipendenti tedeschi interrogati ha ammesso di sentirsi esaurito. Sono specialmente individui con posizioni dirigenziali e giovani lavoratori a sentire fortemente la pressione della digitalizzazione. Preoccupazioni di perdere il lavoro a causa di questo fenomeno sono nettamente più presenti nella fascia dai 18 ai 28 anni (27%) rispetto agli ultra 60enni (12%).

"Orari e luoghi di lavoro flessibili, sport, rinuncia a utilizzare un cellulare e un computer professionali nel tempo libero e una buona relazione con i quadri dirigenti" possono aiutare a diminuire gli effetti negativi riscontrati, secondo Böhm.

I dati dello studio sono stati sviluppati dall'azienda Gfk su incarico della cassa malattia tedesca Barmer GEK e della "Bild am Sonntag".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS