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Il direttore generale dell'Automobile Club Svizzero Stefan Holenstein (a sinistra) (foto d'archivio)

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

l direttore generale dell'Automobile Club Svizzero (ACS) Stefan Holenstein è stato sospeso con effetto immediato da ogni suo incarico per l'ACS. Il club automobilistico si riserva un licenziamento dopo l'assemblea dei delegati in programma il 23 giugno.

L'interessato si oppone al provvedimento e annuncia "passi legali".

La sospensione fino all'assemblea con riserva di licenziamento dopo la stessa è stata decisa dalla Commissione amministrativa (esecutivo) sotto la direzione del presidente centrale Mathias Ammann, indica una nota diramata oggi dall'ACS, associazione fondata nel 1898 a Ginevra che conta 19 sezioni e circa 110'000 membri.

"I fatti emersi fino ad oggi rendono qualsiasi collaborazione futura impossibile" fino all'assemblea, si legge nel comunicato. "Oltre a violazioni del dovere di fedeltà previsti dal diritto del lavoro sono apparsi altri fatti, la cui delucidazione richiederà un po' di tempo", prosegue la nota, senza fornire precisazioni sui rimproveri concreti fatti a Holenstein. Il 54enne avvocato è direttore generale dell'ACS da circa due anni. Lo scorso 12 marzo è stato anche eletto nuovo presidente della Società svizzera degli ufficiali (SSU).

Nel comunicato si rileva ancora, senza altri dettagli, che nelle ultime settimane, su richiesta di alcune sezioni, sono stati discussi sia un cambiamento nella direzione dell'ACS con la scelta di un nuovo presidente sia il ruolo del direttore generale (che non fa parte della Commissione amministrativa ma del Team Amministrazione centrale secondo quanto indica il sito web dell'ACS).

Mathias Ammann, presidente centrale dell'ACS da tre anni, ha detto all'ats che la decisione di sospendere Holenstein è stata presa dalla Commissione amministrativa a grande maggioranza. Secondo Ammann, il direttore generale è venuto meno ai suoi doveri di fedeltà e informazione. L'indagine avviata dai vertici dell'ACS mira anche a chiarire quale sia stato "il ruolo di Holenstein" nelle richieste di un cambiamento ai vertici dell'ACS.

Preso di mira sarebbe stato lo stesso Ammann: diversi presidenti di sezione - afferma - gli hanno chiesto di lasciare il suo posto a forze più giovani. Ammann è convinto che questa argomentazione per liberarsi di lui nasconda altri interessi. Difatti - aggiunge - "all'inizio è stato interpellato (per assumere la presidenza centrale) un presidente di sezione che sta per andare in pensione", il quale ha rifiutato.

In dichiarazioni rilasciate al "Blick" Ammann è ancora più preciso. "Contro di me c'è stato un intrigo", "le sezioni sono state volutamente e sistematicamente male informate", ha detto al giornale zurighese, affermando di essere stato oggetto di false accuse - di aver computato spese troppo alte e di aver diretto male la Commissione amministrativa - e di pressioni affinché lasciasse la presidenza.

Del tutto diversa la versione di Stefan Holenstein, che respinge gli addebiti "nel modo più deciso". Ammann - sostiene il direttore generale sospeso - ha rinunciato per iscritto a un prolungamento del suo incarico e una grande maggioranza delle sezioni cantonali ha proposto quale suo successore il consigliere nazionale bernese del PLR Christian Wasserfallen. "Dai media apprendo ora che Ammann si ripresenta di nuovo", afferma Holenstein, respingendo gli addebiti formulati contro di lui: "Sono convinto di essermi comportato in modo giuridicamente corretto, conforme agli statuti e nell'interesse dell'ACS".

Interpellato dall'ats sui rimproveri concreti Holenstein non ha voluto prendere posizione. Ha tuttavia annunciato che si riserva "passi legali" contro la sospensione. Dal canto suo, Christian Wasserfallen non ha voluto esprimersi sulla vicenda.

sda-ats

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