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Dogu Perinçek

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

Il nazionalista turco Dogu Perinçek ha chiesto oggi a Zurigo di annullare la decisione del Consiglio nazionale che nel 2003 aveva riconosciuto il genocidio armeno.

Incontrando la stampa nella sede del consolato turco, dove si è tenuta una riunione del Partito dei lavoratori della Turchia (estrema sinistra) di cui è presidente, il politico 74enne ha inoltre dato il suo sostegno ad un'iniziativa del consigliere nazionale Yves Nidegger (UDC/GE) che chiede di stralciare la menzione genocidio dall'articolo 216bis del Codice penale.

L'iniziativa, che non è ancora stata esaminata dal parlamento, chiede di introdurre in alternativa il principio che un genocidio sia "constato da un tribunale competente". Nessun tribunale ha mai considerato gli avvenimenti del 1915 in Armenia alla stregua di un genocidio, ha dichiarato Perinçek.

In seguito ad una denuncia dell'associazione Svizzera-Armenia, l'ultra nazionalista turco era stato condannato nel 2007 ad una pena pecuniaria sospesa e a una multa per aver negato il genocidio armeno. Nel corso di conferenze tenute nel 2005 a Losanna, Opfikon (ZH) e Köniz (BE), Perinçek aveva parlato a questo proposito di "menzogna internazionale".

Nell'ottobre 2015 la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'Uomo (CEDU) era però arrivata alla conclusione che le affermazioni del politico turco "non erano assimilabili a un appello all'odio o all'intolleranza" e che la sua condanna era contraria alla libertà di espressione. Il Tribunale federale ha in seguito deciso l'annullamento della condanna per discriminazione razziale inflittagli dalla giustizia vodese.

SDA-ATS