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La coppia fu arrestata il 4 novembre di due anni fa nell'appartamento di Flaach (ZH) (foto d'archivio).

Keystone/WALTER BIERI

(sda-ats)

È stato condannato oggi per truffa e altri reati collegati il vedovo della donna che il primo gennaio 2015 uccise i figli di cinque e due anni a Flaach (ZH). Il 30enne fu arrestato agli inizi di novembre 2014 perché cercava di vendere su internet prodotti inesistenti.

Il processo, celebrato con il rito abbreviato, si è tenuto questo pomeriggio davanti al Tribunale distrettuale di Weinfelden (TG). Le parti si sono accordate su una pena di 42 mesi di prigione e una multa di 1200 franchi. Il 30enne, che si trova in carcere dal giorno dell'arresto, dovrà inoltre "pagare" una precedente pena pecuniaria che gli era stata inflitta con la condizionale.

L'uomo, un cittadino svizzero con un diploma di venditore, è stato giudicato colpevole di truffa per mestiere, ripetuta falsità in documenti, ripetuta frode dello scotto e altri delitti.

Durante l'interrogatorio, il 30enne ha raccontato delle continue pressioni subite dalla moglie, che esigeva da lui sempre di più a livello materiale e avrebbe anche minacciato di non fargli più vedere i due figli se non fosse stata accontentata.

"Mi sono trovato in un vortice", ha raccontato il vedovo e padre dei due bambini uccisi. L'uomo pubblicava su diverse piattaforme online annunci per prodotti inesistenti, al solo scopo di incassare degli anticipi. A ciò si sono aggiunti i conti per auto mai pagate e la falsificazione di documenti per andare a vivere in appartamenti di cui la famiglia non era in grado di pagare l'affitto.

La giovane famiglia ha anche pernottato a due riprese in alberghi di lusso senza pagare il conto. La coppia fu arrestata il 4 novembre di due anni fa nell'appartamento di Flaach (ZH). Un arresto che l'imputato sperava potesse offrirgli l'opportunità per ricominciare una nuova vita.

Lui è rimasto da quel giorno in carcere. La moglie fu invece rilasciata dopo qualche giorno. Poco dopo il rilascio "mi ha tradito con un altro uomo", ha raccontato il 30enne.

L'arresto della coppia provocò l'intervento dell'Autorità di protezione dei minori e degli adulti (AMPA) di Winterthur-Andelfingen, che decise di collocare i due figli in un istituto a Zurigo.

Il 19 dicembre i bambini - un maschio di cinque anni e una femmina di due - vennero riconsegnati alla madre perché potessero trascorrere in famiglia le festività del Natale. La morte dei due figlioletti, per soffocamento, avvenne il primo gennaio seguente. La madre, si è quindi suicidata in carcere l'8 agosto di un anno fa.

Il dramma aveva alimentato un'ondata di critiche contro l'Autorità di protezione dei minori e degli adulti. Il padre dei bambini uccisi ritiene invece che "l'AMPA non ha nessuna colpa". Al termine del suo intervento in aula, l'uomo ha inoltre detto di sperare di trovare "la motivazione per andare avanti" una volta scontata la pena e dopo aver rimborsato le persone truffate.

sda-ats

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